Ma si può Continuare Così?

(1011) Carissimi

Le accelerazioni sono dannose ad una certa età, andrebbero bene ai giovani allenati, un po’ meno agli attempati che si riscoprono corridori a sessant’anni, per niente alle persone “normali”, quelle per intenderci con un po’ di pancetta che muoiono in genere dopo i salutisti, campando più a lungo, avendo preso le pilloline salvavita. Ci sarà un motivo?

Ma se ogni mattina, grazie anche al vantaggio del fuso orario, questo Muppet biondo e immobiliarista non si inventasse qualcosa di nuovo, la nostra politica potrebbe tranquillamente garantirsi senza stress lo stipendio occupandosi solo di manifesti e degli attacchini, e invece, ci si deve occupare, come Miss Italia, della pace nel mondo e ciò credetemi, accelera i battiti del nostro cuore.

Prima non esisteva internet, non esistevano i canali tematici, i telegiornali erano due al giorno in un canale solo e c’era il tempo per metabolizzare le notizie, oggi oltre al proliferare dei mezzi per comunicare (e il più delle volte) senza alcun filtro e censura, ognuno può sparare la sua minchiata e può farla arrivare nelle case di tutti per fare danno, mettendo terrore per mezza giornata prima di esser smentito dai fatti o da ripensamenti.

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La Gestione dei Bimbi e la Sindrome di Erode

(808) Carissimi

Ci siamo spesso soffermati sui difetti dei palermitani consapevoli che non sarebbe bastato un editoriale ma bensì una enciclopedia dello spessore della Treccani e personalmente con ancora qualche dubbio.

Vi ho parlato del rifiuto dall’uomo palamito all’idea di incolonnarsi, fare la fila e aspettare il proprio turno, anche quando sono presenti disposti elettronici in sala per questo, bigliettini vari, liste dettate ad personam, qualunque sia il sistema il palermitano deve vedere come procedono le operazioni e senza alcun rispetto della privacy deve mettere in atto quell’altro vizio di cui abbiamo già parlato che si chiama promiscuità, “t’avi a stari ncapu o nella migliore delle ipotesi accanto” ricostituendo quella naturale fila a ventaglio, propria di queste parti con la speranza di potere scavalcare qualcuno nella confusione.

Uno specifico esempio di fila alterata e personalizzata e la fila davanti ai banconi alimentari, rosticcerie, bar, in questo caso anche se a pagare è una sola persona, a fare la fila è un solo individuo davanti il bancone c’avi a stari tutta a famigghia, compreso, picciriddri, nonni e a signora du latu, non si sa mai, impedendo a chiunque da dietro di potersi fare una idea prima che arrivi il suo turno su cosa scegliere oltre ad attendere più del solito poiché ad ogni ordinativo del delegato parlante con lo scontrino del turno in mano, si apre un dibattito sulle scelte che porta a testare i nervi di chi sta dall’altro lato del bancone che sarà costretto a cambiare più volte il contenuto del vassoio.

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Non fu la Lingua a Fermare un Sogno

(823) Carissimi

Ricordatevi, nella vita non fa la differenza la meta del viaggio che scegliamo di fare, ma diventa importante la compagnia che ci portiamo dietro o la gente che incontriamo.

Un viaggio insignificante in partenza può rimanere alla fine indelebile nella memoria per gli episodi divertenti che ad esso si legano, o alle circostanze e personaggi che difficilmente finiscono per essere dimenticati.

Da adolescente avevo una gran voglia di fare viaggi all’estero ma di contro avevo la paura di perdermi occasioni per la mia scarsa conoscenza scolastica della lingua straniera.

Fu proprio grazie a uno di quei viaggi di cui sopra e alla conoscenza del Cavaliere Speciale (speciale di cognome) che riuscii a rimuovere quel blocco.

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“Vestirisi comu i Cristiani”

(909) Carissimi

il più delle volte la satira prende spunti da episodi seri che assimilati alla vita quotidiana di ognuno di noi evidenziano possibili scenari.

La Von der Leyen, anche detta “Ursula” è madre di sette figli, ma a discapito di quella sua figura algida teutonica, non appena vede “lui” Volodymyr Oleksandrovyč, ci acchiana a “giugiulena”, sarà una questione di chimica come direbbero i giornali d’incontri per single, ma di fatto appena vede questo “bruno caucasico ucraino”, si scioglie tutta, sarà il maglione militare che porta sempre, sarà quel suo passato da attore, ma c’è poco da fare, lei a “Zel” non lo vuole toccato.

Ora come si può “riappattare” la settanta, dopo aver visto in TV, davanti a tutto il mondo il suo “cucciolo” maltrattato in quell’agguato mediatico “dall’immobiliarista dal ciuffo biondo” e dal suo scudiero vice e addirittura dopo che è stata criticata la scelta di vestire “l’adorato maglione”?

Già che Trump appena arrivato neanche ci parla con Ursula, ma lei se ne è fatta una ragione, abituata come è con gli uomini forti ad esser maltratta, ricorderete quando Erdogan la lasciò in piedi, ma questo affronto a “Zel”, non sarà facile da digerire.

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Don Totò era un Filosofo

(880) Carissimi

Eccoci qua, non sappiamo in quale modo scegliere di distrarci e tutto ciò che ascoltiamo invece di mettere certezza, finisce giorno per giorno per alimentare l’incertezza.

Abbiamo parlato spesso di narrazione e di contro parlato anche di verità finendo per prendere in considerazione l’ipotesi della molteplicità delle verità, specialmente di quelle raccontate e avendo perso il conforto dell’oggettività dei fatti, non c’è rimasto che affidarci alla soggettività delle interpretazioni.

Tanti anni fa ho conosciuto un filosofo, uno di quelli veri e sebbene lui facesse il carpentiere come mestiere e fosse scolarizzato fino alla quinta elementare, nei suoi momenti liberi mi regalava perle di saggezza popolare che difficilmente avrei trovato sui libri del liceo, ma la profondità dei concetti regalatimi e che ancora oggi prendo a riferimento, mi sono serviti per conoscere meglio l’uomo e quello che dal prossimo mi sarei potuto aspettare.

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A chi Piace la Mortadella di Mattina?

(1204) Carissimi

Oggi di che parliamo?

“All’ordine del giorno l’argomento: a chi piace la mortadella. È iscritto a parlare l’onorevole Burbazza del movimento per la felicità interrotta nel momento migliore, mi raccomando onorevole, sia breve, non più di tre minuti.”

E così Burbazza parlerà e dirà: “a me piace la mortadella, specialmente quando la mattina mi procuro una bella scaletta da farcire, calda, calda, appena sfornata, e posso dire che il mangiare il panino con la mortadella per me rappresenta una sostanziosa e soddisfacente colazione.

A quel punto ci sarà di sicuro l’opposizione che interverrà dicendo che la mortadella fa male, che è immorale affettare un maiale per ricavarne la mortadella, mentre sarebbe più salutare farsi una bella tazza di latte con i biscotti e tra interventi e repliche, secondo la prassi del dibattito politico parlamentare italiano, dove ogni giorno si trova un argomento che possa permettere la continua dialettica con l’opposizione, si lascia trascorre il tempo concentrandosi per un paio di settimane su ciò per poi magari riuscire a dire: “sì la mortadella è buona però di prima mattina……eviterei.”

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Fatti Prestare un Cane

(1137) Carissimi

Come ogni settimana, giunto al venerdì, già fin dalla mattina come sapete, mi lascio andare all’esternazione “Grazie a Dio è venerdì”, parafrasando il titolo di un famoso film di qualche anno fa, ma in maniera palese auspicando quello che dovrebbe rappresentare per noi il fine settimana nel quale concentrare tutti quei desideri e tutte quelle cose che durante la settimana non è stato possibile fare per il rispetto dei nostri impegni di lavoro, per la programmazione della nostra settimane e diciamolo crescendo anche per un po’ di stanchezza.

Allora ecco che arriva il venerdì che spesso fa da antifona a un sabato e una domenica, personalmente relegato a casa, seduto non necessariamente in pantofole, ma davanti a questo monitor di computer che oltre a caratterizzare tutta la settimana, finisce per caratterizzare anche il mio fine settimana come se non ci fosse un’interruzione ma una soluzione di continuità, anche chiamandolo in maniera diversa, ma nella sostanza continuando a lavorare.

I popoli nordici, avendo dato l’anima durante la settimana, lavorando molto spesso nelle fabbriche o in attività che realmente ti prendono tempo e salute e non in attività da “passaggio di cartellino all’orario prestabilito e per mezza giornata”, giunti alla fine del pomeriggio del venerdì, staccano completamente la spina e per pronto accomodo, passano la serata al pub, in birreria, a seconda della latitudine, a fare una bella bevuta tonificante e rilassante, dopodiché, l’indomani mattina si mettono nella macchina, rigorosamente una station wagon o un SUV che in quei contesti hanno motivo di esistere e si mettono in viaggio ordinatamente incolonnati verso le località vicine o le seconde case, nell’intento di ricaricare le batterie.

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Quando la Saggezza Palermitana Supera la Scienza

(870)  Carissimi

Mi fido ormai soltanto di ciò che vedo e sento personalmente.

Tutto è social, tutti sono influencer, tutto diventa occasione di talk show.

Come si può fare, senza esser testimone nelle zone dove i fatti accadono o senza esser protagonista delle vicende a potersi costruire la propria idea non influenzata?

È difficile.

Sono meravigliato di tanto chiacchiericcio che probabilmente è frutto dell’influenza dei social che sono riusciti in alcuni casi a cambiare anche delle impostazioni ataviche del nostro carattere, prima legato al “cu picca parra, picca sgarra” e oggi invece ribalta, dove tutti vogliono parlare e devono sparare la propria minchiata facendola passare per verità.

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2025, Un Quarto di Secolo è già Trascorso

Carissimi

Mi è cambiato il barbone sotto casa e non penso sia stato il Gattopardo per i suoi subdoli scopi politici, lui (non ne conoscevo il nome) non c’è più nella rientranza della vetrina, la notte.

Temo il peggio, poiché c’è stato tanto freddo e una temperatura straordinariamente bassa per le nostre latitudini, vi basti pensare che sta piovendo in questi giorni, dopo tanta siccità e non vorrei che la sua salute non ce l’abbia fatta a superare le nottate tra i cartoni per strada la notte.

Invisibili di giorno, ancor più di notte, che fine fanno costoro quando muoiono, chi ne reclama le spoglie, chi ne verifica l’identità?

Siamo giunti al 2025, il primo quarto dell’anno 2000 che la mia generazione già guardava come “futuro” nel quale tutti saremmo stati bene grazie al progresso, nel quale si sarebbero già realizzate le cose più impensabili, eppure la mia città non ha ancora una metropolitana come quella pensata a Londra nel 1860, la mia regione non ha un ponte sullo stretto neanche un “simil” Golden Gate (1937) o ponte di Brooklin (1883), ma ne dibattiamo anche da un bel po’ di tempo.

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Se diventassimo “Miss Italia”?

Carissimi

Da dove si ricomincia se vogliamo dare soluzione di continuità?

Questo come dettovi è per me un anno importante perché coincide con il venticinquesimo anniversari dell’inizio di questa mia attività “narrativa a mezzo di settimanali editoriali” che ha raccontato di tutto e di tutti, anche contro corrente, anche contro il “potere del momento” in grande libertà di pensiero senza necessariamente prostrarsi per captatio benevolentiae poiché non avrebbe avuto alcun senso, sarebbe stata una perdita di tempo.

Io parlo dell’uomo (Diogene cercava l’uomo illuminando il suo percorso attraverso la sua lanterna …….. e chi sa cos’altro da quell’uomo), io mi sono divertito a sottolineare gli aspetti curiosi dell’essere e a cercare spunti che potessero migliorare questa nostra società attraverso il miglioramento di noi stessi.

Giunti ad una età maggiore di quella di Diogene, impariamo che non bastano le lanterne e neanche le lucciole (aimè), la tanta acqua che è passata sotto i ponti ci ha svelato che il pensiero si costruisce attraverso la formazione e l’indottrinamento e per questo essenziale è stato tenersi lontano dai cattivi maestri, da coloro che formano le menti altrui a proprio servizio, dalle false religioni, da chi vuole colmare vuoti della propria esistenza attraverso l’aiuto di chi ci chiede di dargli in prestito il nostro cervello.

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