Ogni grande tragedia che si verifica in occasione di eventi di pubblico spettacolo è quasi sempre riconducibile alla concomitanza di tre fattori: un luogo inadeguato o gestito con scarse competenze tecniche, un’organizzazione priva di scrupoli e un comportamento imprudente o irresponsabile che innesca il panico. Si tratta di un vero e proprio “triangolo del fuoco” che, più propriamente, può essere definito un triangolo delle nefandezze.

Il dibattito che segue tragedie come quella avvenuta nella notte di Capodanno del 1° gennaio 2026 nel bar Le Constellation di Crans-Montana tende spesso a svilupparsi su un piano emotivo, alimentato da confronti impropri e da valutazioni prive di fondamento tecnico. Tuttavia, l’esperienza dimostra che eventi di questo tipo raramente sono frutto della fatalità: nella maggior parte dei casi sono la conseguenza di scelte evitabili, dettate dall’anteposizione dell’interesse economico alla sicurezza delle persone.

Alla domanda se quanto accaduto, alla luce delle informazioni emerse dagli organi di stampa e delle prime evidenze in materia di inadempimenti sulla sicurezza, avrebbe potuto verificarsi in Italia, la risposta è negativa. Il sistema normativo italiano in materia di pubblico spettacolo è infatti tra i più rigorosi in Europa.

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