

Se esiste qualcosa, non è per tutti
Carissimi,
confermo che dall’altra parte non c’è nulla, o meglio c’è qualcosa ma come sempre non è per tutti, serve il timbro giusto, quello che non sai mai dove prendere.
Tutto è cominciato con una voce durante quel dormiveglia viscido su un “lettino sotto una lampada scialitica”, in cui non sei né vivo né morto ma stai già dando fastidio, una voce che urlava che l’anestetico era in controindicazione con l’allergia, e poi silenzio, prima il buio e subito dopo una luce talmente forte da sembrare una lampada da interrogatorio più che l’aldilà.
Mi ritrovai seduto in una grande sala d’attesa, affollata come un lunedì mattina all’ASP, un’astanteria metafisica con sedie di plastica e l’aria stanca di chi aspetta da una vita che infatti era appena finita, mentre una guardia giurata enorme con voce cavernosa e vocazione da usciere eterno chiamava i turni davanti a tre porte, “Accettazione”, “Riconsegna Anime”, “Ulteriore Possibilità”, e pensai subito che pure lì le deroghe non mancavano.












