Carissimi,

come si misura la qualità della vita di una città? E, soprattutto, come si misura la qualità di chi la governa?

Domanda non proprio secondaria, soprattutto adesso che cominciamo ad avvicinarci alle amministrative del prossimo anno e presto saremo sommersi da fotografie, dichiarazioni, promesse e, soprattutto, inaugurazioni.

Io appartengo a una generazione che ha visto Palermo cambiare davvero. Ho fatto in tempo a vedere ancora qualche ferita dei bombardamenti, spazi rimasti vuoti per anni, muri che sembravano eterni e che invece, prima o poi, sono scomparsi. Ho visto sorgere edifici nuovi, cambiare strade, quartieri e perfino abitudini.

Le città, insomma, cambiano. Il problema è capire chi le cambia.

Perché noi abbiamo inventato un sistema semplicissimo per stabilirlo. Il nastro. Chi taglia il nastro ha fatto l’opera.

Funziona così. Peccato che quasi mai sia vero.

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