Carissimi

Io la mattina esco per lavorare e la mia vita mi passa a risolvere problemi, sia per professione e sia perché con il tempo ho imparato a farlo.

Quanto sopra è di una semplicità estrema e potrebbe già di per se aver chiuso il racconto, purtroppo a ciò c’è il seguito, poiché come ben sapete da qualche parte della città (così come accade per tutti) ci sono almeno dieci persone che scendono da casa per crearmi problemi, fastidi, impedimenti essendo la loro mission legata nella circostanza del non saper far nulla di costruttivo, e quindi di avere la necessità per giustificare la propria esistenza, di criticare e demolire quanto di concreto viene generato.

La cosa sconvolgente è che il più delle volte costoro vengono retribuiti per farlo.

Per non parlare poi degli invidiosi, quelli che mangiano guardando sempre nel piatto altrui.

Purtroppo, la mediocrità e il male, la gente “tinta” (non è spagnolo), ma cattiva, governa più del 50% degli esiti della nostra azione.

Immaginate in un esercizio didattico estivo, pre-feriale cosa sarebbe stato del mondo se non fosse esistita la gente cattiva, di certo quasi tutte le storie sarebbero andate a buon fine, come in un notiziario bavarese.

Se non fosse esistito Iago, Otello sarebbe stato “sempre turco” (moro) ma si sarebbe goduta la bella moglie Desdemona passando le sue giornate di ritorno dai viaggi in mare a “fornicare come un riccio”.

Se i Montecchi e i Capuleti invece di sfidarsi a duello, avessero fatto una bella sfida in piazza di “acchiana u patri cu tutti i so figghi” oggi parleremmo delle discendenze di Romeo e Giulietta, fidanzatisi e maritatisi a Verona dopo una grande festa matrimoniale, dove finché il fratacchione con i suoi alambicchi sarebbe stato invitato per portare il suo distillato rinomato in tutte le terre venete.

Persino Rigoletto e Monterone, savissiru scanciato consigli su come crescere le figlie lontano dalle grinfie dei “nobili polponi” e Gilda fussi rimasta viva e Sparafucile disoccupato.

E che dire dei Promessi Sposi senza l’Innominato, in poche pagine la storia si sarebbe risolta così: “c’erano una volta due giovani che si volevano bene Renzo e Lucia, quest’ultima faceva un po’ la profumiera ma grazie all’insistenza della suocera Agnese (madre di lei) alla prima data utile si sposarono in chiesa da Don Abbondio”. Fine della storia.

Ma quale “ramo del lago di Como?”

Voi direste: bravi! No, neanche loro.

Ma anche al giorno d’oggi e non nella letteratura e nell’arte, ma nella vita comune pensavo che se non esistesse il male, quanta gente perbene vittima di stragi e omicidi sarebbe viva, quanti servitori dello stato avrebbero potuto raggiungere la pensione e dedicarsi al ruolo di nonno.

Di contro se non fosse esistito il male, Saviano sarebbe stato un disoccupato o nella migliore delle ipotesi avrebbe scritto favole per bambini.

Le torri gemelle sarebbero ancora in piedi, l’America non avrebbe portato la democrazia in giro per il mondo, John Lennon non solo non avrebbe incontrato Yoko Ono, ma Chapman non gli avrebbe mai sparato e fino alla scomparsa per malattia di George Harrison ci saremmo goduti i Beatles.

Quanto danno ha fatto il male, quanto danno insieme alla cretinaggine continua a fare il male e non basta monitorarlo per tenerlo sotto controllo, il male nasce spontaneo a questo mondo poiché cattivi non ci si diventa, cattivi si nasce e non è l’occasione a fare l’uomo ladro, ladro lo devi essere già dentro, e oggi che anche il cretino è specializzato (diceva Flajano), oggi che il male si è introdotto ai vertici delle religioni, della società e della giustizia, con tanta paura continuo a chiedermi per mantenere salva la mia libertà, adesso “chi controllerà i controllori?”

Un abbraccio, Epruno.