Archivio per la categoria: In Evidenza

Immagina…

Immagina di aprire le persiane di casa tua incontrando il giorno che nasce e vedere la tua amata città dall’alto e fare pace con essa come ogni giorno, apprezzare la sua bellezza dall’alto, il suo skyline, i suoi colori, il sole che si riflette basso sulle sue coperture e pensare di esser stato fortunato ad esser nato qui.

Immagina a questo punto di scendere e passeggiare mentre la città si sveglia, mentre tutti coloro che lavorano per renderti normale la tua città sono al lavoro, per lavare le scale dei palazzi, per pulire i negozi e le vetrine, per lavare i marciapiedi, per spazzare le caditoie stradali e ripulire i cestini, per curare gli alberi e il verde e tanto altro.

Immagina i piccoli cantieri manutentivi che organizzano la loro giornata lavorativa per riparare il battuto cementizio del marciapiede dissestato, riparare il tappetino d’usura delle strade, sostituire le lampade fuse dalle armature stradali o dalle fruste, raccogliere con regolarità l’immondizia.

Immagina chi approfitta della bella giornata per fare un salto nel giardino pubblico, per far prendere un po’ di sole al bambino piccolo, o lo studente con il suo libro che legge seduto sul prato, la persona anziana che si riposa nella panchina con il suo giornale o mentre guarda incuriosito coloro che manutengono la fontana della villa.

Immagina la libertà di poter andare da un punto all’altro della città con qualunque mezzo tu possieda o desideri utilizzare senza rimanere stressato e imbottigliato, per la concomitanza di eventi non programmati o la paura non poter trovare parcheggio senza doversi mettere in conflitto con postume piste ciclabili o le pessime abitudini inconcepibilmente tollerate dei parcheggi momentanei in doppia e tripla fila.

Immagina ampi parcheggi a raso o sotterranei custoditi ed a prezzi concorrenziali rispetto a qualunque zona blu disegnata su una strada che già ci appartiene e per la quale, a differenza del parcheggio custodito non ci viene fornito alcun servizio aggiuntivo.

Immagina le strade piene di polizia municipale e non di ausiliari del traffico, ad educare sanzionando la gente per i comportamenti non consoni al codice stradale.

Immagina commercianti che tolgono i sigilli e rialzano le saracinesche di locali per troppo tempo rimasti sfitti nelle zone residenziali e giovani che intendono investire in attività imprenditoriali, artigiani che rivivano il loro territorio.

Immagina il tram, il filobus, la metro, le ferrovie intercomunali, i pullman, i taxi, le auto elettriche, le auto tradizionali, le piste ciclabili il tutto presenti coordinate con parcheggi d’interscambio, con zone dedicate, con limitazioni volumetriche di accesso nei centri storici con strade strette per le auto dei privati.

Immagina una circonvallazione che non sia più asse di attraversamento cittadino e che diventi realmente una strada che giri intorno alla città sul lato interno per far sì che il grande traffico interprovinciale o diretto all’aeroporto possa bypassare la città senza necessariamente attraversarla.

Immagina piccoli traghetti con regolarità collegare il porto cittadino con Mondello e Sferracavallo per la riscoperta e la valorizzazione della costa vista dal mare decongestionando il traffico d’auto verso le località balneari, in uno con la linea metropolitana.

Immagina una funivia che colleghi il Castello Utveggio e/o il Santuario di Santa Rosalia che permetta lo svilupparsi di una attività di ricezione e ristorativa conseguente alla scalata e immagina anche il solo poter salire in auto da Palermo al Santuario e poter scendere a Mondello attraverso una bella strada panoramica.

Immagina aree attrezzate e vocate per la realizzazione dei grandi eventi che siano sicure, che interferiscano il minimo con la normale attività delle zone e che permettano la programmazione di stagioni culturali, ludico-sportive e d’intrattenimento.

Immagina il grande stadio di calcio cittadino dedicato agli eventi di cui sopra, fin quando in città non ci sarà una squadra in grado di giocare nella massima serie, destinando per gli eventi con meno di diecimila spettatori alternative strutture cittadine già da tempo costruite.

Immagina… Non rimanere schiavo di una “visione”, guarda al futuro, ci vorranno anni… Ma quanti anni sono passati da quando avresti meritato tutto ciò?

Immagina la “normalità” quale unico “manifesto per il futuro”.

 

Un abbraccio Epruno.

“La Riforma della Pubblica Amministrazione”, la posso toccare?

indagine assenteisti assessorato salute

Sig. Ministro, intanto buongiorno, mi permetto di poter discutere liberamente con Lei perché quando si interviene in un campo dove ho una certa competenza, mi prendo di coraggio ad affrontare un argomento dialettico anche con chi gestisce il potere pur non avendo io alcun potere se non quello della parola.

Quale è il mio campo, Lei mi chiederà?

La Pubblica Amministrazione, visto che da 25 anni ricopro il ruolo, in una Amministrazione Comunale, di Ingegnere?

No, qui da queste colonne del blog di un giornale libero, scrivo di satira e di costume e cerco quanto meno di dare la possibilità ai miei 24 lettori, di trovare gli spunti nel fine settimana per sorridere cinque minuti, affinché questo esercizio fisico non atrofizzi i propri muscoli facciali.

Ma quando si viene nel mio campo a giocare, auspico che si seguano le stesse regole.

Mi sono permesso di dedicare a Lei questa riflessione, perché seguendola da tempo, mi sono lasciato prendere dal suo modo didattico ed entusiastico di illustrare le sue posizioni.

Sono cresciuto in quella generazione nella quale ogni governo doveva affrontare la questione meridionale, per fortuna da qualche anno non si parla più di dover risolvere la questione meridionale e non perché questa sia stata risolta, ma perché non se ne parla più, non se ne deve parlare più, tipico elemento distintivo di una politica che se non è in grado di risolvere un problema, si convince e convince il prossimo che questo non esista.

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Il Futuro! Potrei Essere Io ……

Carissimi

La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni”. Fesserie! Chi vi racconta ciò non è mai stato all’inferno e crede solamente che l’inferno sia quell’invenzione religiosa che idealizza un posto dove si espieranno tutte le nefandezze terrene eppure …

Io sono convinto che specialmente per noi cristiani, se mai è stato progettato questo inferno, sia rimasto come una delle tante cattedrali nel deserto, opera incompiuta e rimasta vuota ed inutilizzata e non perché non ci sarebbero stati clienti, … anzi …. ma perché la nostra è una delle religioni tra le più corruttibili e fatta a nostra immagine e somiglianza e non rigorosa come le altre religioni altrettanto antiche o maggiormente seguite, dove l’essere praticante impone la rettitudine sempre e dovunque …. mentre per noi c’è sempre tempo per pentirsi fino all’ultimo e così avrà fatto Hitler, i papi del medioevo e tutti i personaggi diabolici e nefandi che hanno arricchito le loro tavole della presenza cosante di prelati, quegli stessi che potevano permettersi la gestione di una banca e giocare a golf o umili attici di 750 mq che ricordano vagamente la capanna di Betlemme dove la cristianità nacque.

Pertanto, “che ve lo dico a fare!” Il diavolo e l’inferno sono sulla terra, certamente, per il resto vorrei aver lasciato il beneficio del dubbio che vi scioglierei soltanto nel momento in cui vi dovessi arrivare dopo la morte se trovassi il modo di comunicare con voi.

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Nasceranno allora altri Gianni Rivera

Carissimi.

Ero piccolo e pensavo: “come faremo quando Rivera smetterà di giocare? Non sarà più calcio!

Eppure calcio fu e non solo per chi non teneva per il Milan, ma per chi come me era nato nel mito di Gianni Rivera e pensava che non esistessero altri giocatori fuorché lui, per portare avanti la mia fede rossonera e l’amore per il calcio, e così accadde che in quei giorni si affacciava alla ribalta un giovanissimo Franco Baresi lanciato in prima squadra e futura bandiera e capitano della mia squadra del cuore.

Una foto del goal in maglia azzurra piegato sulle ginocchia mentre scriveva la storia con il suo 4-3 dello stadio Azteca venne sostituita da una foto di Baresi in maglia azzurra che piangeva dopo aver perso ai rigori la coppa del mondo, così come quando smise anche baresi, appendendo le scarpette al muro, il Milan ha continuato ad esistere, a giocare e il mondo andato avanti.

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Conoscevo un Cinese che poi non era Veramente Cinese

Carissimi

Conoscevo il Cinese che un giorno desideroso di possedere una Ferrari e non potendosela permettere mandò a prendere una scatola di montaggio per costruirla.

Io ero meravigliato dalla sua passione che lo portò chiuso in un garage a costruirsi una “testa rossa” esternamente somigliante in tutto e per tutto ad una preziosissima Ferrari, ma montata sul motore di una 500 FIAT vecchia da rottamare.

Che senso avesse il tutto, l’ho capito solo dopo anni crescendo, poiché non era la Ferrari in sé il problema, ma il problema del cinese, eravamo noi.

Lui non si era posto neanche i problemi della immatricolazione, non so neanche se questa auto potesse circolare, ma per camminare camminava ed era in bella mostra esposta sotto casa per strada.

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Dal Balcone a Guardare il Passio

Carissimi

Questo strano modo di vivere che ci sta condizionando tutti, sta anche rovinando la nostra salute e il nostro preziosissimo sonno. La notte ci fanno compagnia personaggi dimenticati nella nostra memoria oppure ci fermiamo a pensare e ad approfondire temi del nostro vissuto con una capacità di lettura pari alle gocce di tropina per gli ottici.

Me ne stavo seduto nel mio balcone (che poi non era quello di casa mia, ma probabilmente un balcone con ringhiera su una via grande che somigliava alla via Roma a Palermo) e da lì guardavo il passaggio, il cosiddetto “passio”, davanti il mio portone con un impermeabile e un cappello borsalino c’era un figuro che controllava il flusso di persone e guardava me, ogni tanto.

Ad un certo punto riconoscendogli una qualche autorità dal balcone gli chiesi: “posso scendere?

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Per la Gioia del Gattopardo

Carissimi.

Se mi doveste chiedere qual è la cosa che mi affascina tanto ma non farei mai, vi risponderei subito il sindaco della mia città.

È certamente una figura di prestigio che giunti all’ultimo terzo della propria vita, un professionista come me, potrebbe ambire a fare, anche nell’ottica di un servizio da fornire alla propria collettività, ma se dovessi soffermarmi a ciò che leggo dai giornali o vedo sui media vi risponderei subito: “Ma chi me lo fa fare?

Non nascondo che ho avuto l’onore di servire la mia città in vari ruoli di responsabilità o di consulenza, ma grazie al cielo sono anche riuscito a ricavarmi questo spazio per scrivere e da quando ci sono i social, anche per cazzeggiare, nel fine settimana, trovandone grande giovamento e forza per affermare e mie difficili settimane lavorative ma soprattutto per saper selezionare le affinità elettive attraverso la scoperta di gente intelligente che sapesse leggere oltre le parole.

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Nato per Errore in Mezzo alle Papere

Gli vedevo sbattere la mano su quella Bibbia posta su una importante scrivania con un antico piccolo crocifisso ligneo da tavolo posto su un piedistallo, ed un elegante sottomano con la sua preziosa penna stilografica in bella mostra, mentre gridava al suo collaboratore entrato nella stanza durante il nostro colloquio.

Più che il suo gesto d’ira era ciò che pronunciava il potente pio professionista mentre toccava quella Bibbia, quelle parole piene di livore riferite ad un impiegato reo di qualcosa o di un disatteso adempimento.

Gridava: “Io a questo per quanto è vero Dio lo rovino per tutta la vita!”

Quel nominare invano il nome dell’onnipotente per me che ero giovane credente, mentre maltrattava in segno di potere i simboli della fede, in una stanza con foto ben in mostra di incontri con i cardinali, o addirittura con il Papa, o nell’indossare il mantello durante una speciale funzione religiosa, mi colpi molto.

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Real Teatro Santa Cecilia: “Leggendo Epruno 10 – L’Amicizia”

Sarà il Real Teatro Santa Cecilia di Palermo ad ospitare oggi, a partire dalle ore 18.00, il reading letterario “Leggendo Epruno 10 – L’amicizia”.
Lo spettacolo giunto alla sua decima edizione si caratterizza come racconto corale a più voci, legate insieme da un unico narratore che fa da filo conduttore. Ogni anno gli scritti hanno trattato un tema diverso, quest’anno le letture saranno tutte basate sul tema dell’amicizia. Un’antologia di brani redatti dall’ideatore dell’evento Renzo Botindari che da oltre 20 anni ha raccolto e scritto pensieri sui temi più disparati. Personaggio principale delle storie è Epruno, un carattere ed un nome inventato per caso dopo un episodio capitato allo stesso Renzo.

“Epruno nasce circa 20 anni fa e diviene incontro settimanale di una comunità web dove ogni venerdì inviavo i miei scritti e le cose divertenti trovate online, poi il format negli anni passa anche attraverso la carta stampata e la radio per rimanere incontro annuale a teatro. Questi eventi riescono a mettere insieme gente di estrazione diversa, che si ritrova piacevolmente per ascoltare e riflettere sui temi che ci riguardano da vicino nella vita quotidiana”.
Lo spettacolo composto da undici quadri legati narrativamente pone allo spettatore delle domande sull’esistenza dello stesso concetto di amicizia che può variare a seconda dei contesti, delle situazioni di subordinazione, del sesso, della giustizia, del tradimento, della mancanza e della perdita.

“Epruno nasce circa 20 anni fa e diviene incontro settimanale di una comunità web dove ogni venerdì inviavo i miei scritti e le cose divertenti trovate online, poi il format negli anni passa anche attraverso la carta stampata e la radio per rimanere incontro annuale a teatro. Questi eventi riescono a mettere insieme gente di estrazione diversa, che si ritrova piacevolmente per ascoltare e riflettere sui temi che ci riguardano da vicino nella vita quotidiana”.
Lo spettacolo composto da undici quadri legati narrativamente pone allo spettatore delle domande sull’esistenza dello stesso concetto di amicizia che può variare a seconda dei contesti, delle situazioni di subordinazione, del sesso, della giustizia, del tradimento, della mancanza e della perdita.

Alessandra Costanza

(https://emmereports.it/2020/10/25/real-teatro-santa-cecilia-il-reading-leggendo-epruno-10-lamicizia/)

Cosa è “Leggendo Epruno” (L.E.)?

Il giorno dopo a 24 ore di distanza, ritrovate le prime forze dopo una lunga preparazione provo a dire cosa penso.

Leggendo Epruno è pur sempre un “prezioso messaggio” che come ogni cassetta di “Mission Impossible”, se si accetta la “missione”, si autodistrugge dopo 5 secondi dall’averla ascoltata.

E’ un “buon ristorante a conduzione familiare” dove si mangia bene e si paga poco, dove io il primo, da gestore mangio ed invito non solo le persone vicine, le persone che conosco, ma anche quelle che reputo possano apprezzare quello che prepariamo.

L.E. rappresenta una sorpresa per chi si lascia convincere ed spesso ancora qualcosa da spiegare (anche a chi lo fa da anni) che ne percepisce “la magia” e non rinuncerebbe mai ad esserne parte.

L.E. è qualche cosa che ha aperto una “finestra temporale”, “una breccia” nella sensibilità di qualcuno e prima che questa si chiudesse ha depositato un seme, un punto di vista, una provocazione, prima che costoro scappassero via o ne prendessero le distanze per tutto ciò che sta nella natura umana dei rapporti.

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