Archivio per la categoria: Generale

A tutto c’è una motivazione

Brunetto figlio di Buonaccorso e nipote di Latino Latini, appartenente ad una nobile famiglia toscana, visse nel mille e duecento, qualche secolo fa.

Dai documenti dell’epoca e da fonti storiche, è testimoniata la sua partecipazione attiva alla vita politica di Firenze e il suo mestiere di notaro.

È certamente appurato che fu inviato alla corte di Alfonso X di Castiglia per chiedere l’aiuto per i Guelfi durante la guerra tra Guelfi e Ghibellini, purtroppo mentre era in missione, sfortunatamente per lui, giunse la notizia del “2” in schedina, causa la vittoria a Montaperti, il 4 settembre 1260 dei Ghibellini e con questa il conseguente invito-consiglio “statti unni sì”.

Seguirono sette anni di esilio nei quali Brunetto si dovette arrangiare a svolgere la sua professione di notaio in Francia, sempre meglio di fare l’usciere al comune.

Il cambio d’aria gli fu propizio e d’ispirazione per scrivere le sue principali opere: il Tresore, il Tesoretto e il Favolello.Non chiedetemi di cosa trattino, certamente avranno avuto per l’epoca una interessata utenza se i loro titoli sono giunti fin ai giorni nostri. I pregiatissimi storici potranno se vorranno correggermi visto che le mie fonti sono del tipo “novella mille e duecento” dell’epoca.  

Leggi il resto dell’ articolo »

Rieccoci, non cambi mai “perfida Albione”

Carissimi

Mentre ognuno si chiude su stesso e difende quella sola idea o risorsa che possiede, solo chi ha dimostrato nei secoli creatività può oggi avere il coraggio di uscire la testa fuori dal fango che ci ha ricoperto tutti, per tirare fuori altre idee, altre risorse affinché con il dovuto ottimismo, accompagnato da una dose di prudenza, si possa guardare al futuro.

Non può una prima seria difficoltà mettere in crisi un progetto, non può una errata idea di comunità distruggere il sogno, di grandi pensatori, di creare un’unica famiglia europea che mutualizzi gli sforzi, difenda la pace, crei una generazione senza frontiere.

Alle prime difficoltà abbiamo “richiuso le frontiere”, abbiamo pensato agli egoismi nazionali, abbiam mandato all’aria i principi di solidarietà e ci siamo fatti trascinare in un conflitto fornendo armi, in una via che rischia di essere di non ritorno, invece di sforzarci sopra ogni sforzo di diventare operatori di pace costringendo i contendenti a sedersi ad un tavolo e dichiarare tregua.

Leggi il resto dell’ articolo »

Aspetterò il treno dopo, è troppo affollato

Carissimi

Mi trovo in una ipotetica stazione di metropolitana dove avendo aspettato per tanto tempo il mio treno, abbondantemente in ritardo, una volta sopraggiunto e vistolo stracolmo di gente, tanto che le portiere fanno difficoltà ad aprirsi, decido di non prenderlo, rischiando e a questo punto scommettendo sull’arrivo del treno successivo che una volta scaricato il ritardo sul precedente, dovrebbe essere più vuoto, o moderatamente pieno come da prassi garantendo a tutti il loro giusto confort.

Probabilmente questa mia impressione è condivisa da qualcuno di voi, ma da persona libera di pensiero ho avuto tanta sofferenza in passato per come questo paese si sia immobilizzato e impegnato in sterili discussioni che hanno favorito la sola dialettica dando prova che il nostro non è un popolo, diviso da sempre su tutto e tutti, assemblato a tavolino su rimembranze geografiche dell’epoca latina e da sempre frazionato nella difesa dei campanili.

Non siamo un paese serio, quante volte ce lo siamo detti, pochi furbi da posizioni privilegiate ambiscono a governare il pensiero collettivo e puntualmente quando giunge il momento elettorale costoro rimangono sconfitti dalla volontà popolare che si assottiglia sempre di più.

Leggi il resto dell’ articolo »

Una donna che “pensa differente”

Carissimi

Ho seguito con attenzione in questi giorni le interviste al direttore d’orchestra Beatrice Venezi (già conosciuta in passato perché aveva rifiutato e banalizzato la richiesta di accettare il termine “direttore d’orchestra” al genere, su suggerimento della Boldrini) e oggi tacciata di essere vicina all’On. Meloni e quindi all’ambiente della destra, spattando uno dei teoremi fondanti del “radical-chic pensiero”, artista brava, donna di successo, addirittura anche bella e quindi di sinistra.

Forse, per la prima volta, chi ha vinto ribaltando lo storico primato intellettuale della sinistra, potrà se ci crede, presentarsi con una propria classe dirigente e una rete di consulenti e figure di prestigio (che per logica esisteranno anche se non necessariamente radical-chic) e saprà governare, consapevole che qualora dovesse fallire, avrebbe perso una storica e irripetibile occasione per cambiare il paese.

È giunto quindi il momento, come diceva una pubblicità di una nota casa produttrice di computer, di “pensare differente”. Puliamoci la mente dai ricordi di modelli del passato dimostratisi non più al passo con i tempi e superati. 

Leggi il resto dell’ articolo »

Cosa porterei con me nel futuro? Di certo una penna

Carissimi,

i geni non si arricchiscono, hanno delle idee fantastiche, brevettano invenzioni che cambiano il mondo e non hanno le capacità imprenditoriali per sfruttare la potenzialità delle loro idee.

Quante volte in passato abbiamo sentito dire: “passami la penna Biro”?

Si al tempo, la penna sfera che tutti noi abbiamo sulle nostre scrivanie o addirittura addosso, prendeva il nome dal cognome del suo inventore, László József Bíró.

Ma chi era Ladislao José Bíró? Nacque a Budapest, in Ungheria, il 29 settembre del 1899, in una famiglia di origine ebraica e da giovane fece diversi lavori. Si iscrisse alla facoltà di Medicina, ma al primo anno coltivò una grande passione per la tecnica dell’ipnosi, di grande successo nei primi anni venti del novecento, scoprendo in sé un grande talento come ipnotizzatore e guadagnando molto supportando alcuni medici nel trattamento dei propri pazienti.

Fu così che abbandonò gli studi per dedicarsi ad altre svariate attività, come il pilota di automobili, il doganiere, l’agente di borsa, il pittore di quadri surrealisti, lo scultore e il giornalista.

Leggi il resto dell’ articolo »

Auguro a Tutti una serena Crongoli

Carissimi

Inizio le mie vacanze e sono certo che seppur queste non saranno lunghe come quelle della nostra infanzia, saranno sempre sufficienti a staccare per qualche giorno e a rigenerare le pile, consapevole che qui il telefonino non ha “campo”.

Sono rimasti pochi i posti nella terra dove questo fenomeno avviene e comincio a pensare che chi condivide il mio punto di vista, li tiene segreti affinché non giunga di notte e notte qualche nuova compagnia telefonica ambiziosa a sanare quello che loro chiamano disaggio. L’assenza di telefonino, televisioni, radio ci aiuta spesso a riflettere su cose essenziali alle quali non abbiamo mai tempo di pensare.

“Che ve lo dico a fare” quei ventiquattro affezionati lettori settimanali che mi seguono da qualche tempo sanno che è solo uno per me l’eremo dove ritrovo “gente semplice”, Crongoli, piccolo paesino delle Madonie, abitato da 170 presenze, tra esseri umani ed animali che non risponde a nessuno delle nostre regole di socialità se non quella di una natura contadino-pastorale.

Leggi il resto dell’ articolo »

Buona Pasqua

Buona Pasqua

Libertà! Sì, è “stare sopra un albero”

Libertà, che bella parola!

Mi sono riempito la bocca da sempre di questa parola, fin da quando adolescente approfondivo la conoscenza delle vite di personaggi importanti della storia o di grandi pensatori.

Liberi, però chi per un motivo e per un altro avevano finito per fare una brutta fine per la difesa di questa loro libertà o addirittura chi nelle proprie battaglie di principio avesse vinto raggiungendo il proprio scopo, alla fine sarebbe rimasto vittima del sistema perdendo qualunque ideale, o diventando a sua volta il persecutore delle libertà altrui.

Anche io oggi schiavo delle convenzioni del vivere in comune, dell’educazione, dei fogli di transito, delle carte d’imbarco, dei green pass per gli accessi, il tutto stando attento a non violare le norme per la privacy, sono libero, di certo rendendomi orgoglioso quando lo scrivo, eppure la notte non dormo più schiavo dei pensieri causati dalla mia libertà.

Leggi il resto dell’ articolo »

Pensierino ……

“Non ci saranno “Tribunali di Norimberga” che bastino per coloro che hanno rubato i sogni ad una intera generazione” (Epruno)

Il futuro politico del pallone a Palermo

Bisogna essere realisti, ultimata questa legislatura, insieme ad un sindaco ad oggi non ricandidabile, si perderà qualunque cosa che ad egli ha fatto oggi riferimento. Per molte cose si ricomincerà da capo, il calcio è una di queste, se i proprietari di Hera Hora non avranno l’abilità di vendere a grossi investitori prima che ciò accada.