Sembra Facile?

A volte sentire parlare la massa ti mette nelle condizioni di dover contare fino ad un milione per non esplodere in violente risposte davanti a palesi affermazioni ipocrite o davanti alle omissioni.

Pensiamo sempre che i nostri comportamenti si auto moralizzano in automatico sol perché facciamo passare del tempo e tutto ciò purtroppo è umano, basta pensare alle nefandezze, le ruberie e i delitti e perché no, le guerre che hanno fatto diventare i prepotenti, nobiltà per diritto divino.

Col passare del tempo tutti dimenticano e non potendo fare cadere le colpe dei padri sui figli, tutto è sanato e quello che è più grave, tutto ciò diventa regolare, vi basti pensare all’invenzione di principi quali “l’usucapione”. La “roba”, sempre quella è la tentazione delle tentazioni!

A volte, per non vedere e per non sentire, vorrei essere come Schopenhauer e rifugiarmi deluso nell’affetto per gli animali, ma purtroppo non ho animali domestici, ma come molti di voi vivo in mezzo agli “animali d’abitudine”, in società, in quelle giungle che spesso si chiamano comunità.

La vita di per sé sarebbe una cosa semplice se tutti noi corressimo la nostra gara nella nostra corsia senza necessariamente sconfinare in quella degli altri per danneggiarli.

Leggi il resto dell’ articolo »

“Gli Occhi dove non Batte il Sole”

Carissimi, ci sono “genti” che pur di negare l’evidenza preferiscono tenere gli occhi “lì dove non batte il sole” e guardare e rifarsi continuamente al passato nella speranza che ritorni qualche mummia riesumata a permettergli di perpetrare il ben godi che fino ad oggi hanno portato avanti nell’entropia crescente generata con giochi di prestigio e inganni.

Questa “guerra civile idealistica” portata avanti da pochi nostalgici da 70 anni circa, diciamolo, ci ha un po’ stufati, dopo tale età anche una pietra finisce per diventare un bene sottoposto alla tutela storica della sovrintendenza, perché ciò non dovrebbe avvenire anche con gli ideali?

Perché nessuno si rifà oggi agli ideali garibaldini? Perché nessuno oggi si rifà agli ideali risorgimentali? Allo perché dovete continuare a mettermi paura per l’uomo nero mentre nella mia distrazione l’uomo “simil rosso” ne ha combinato di cotte e di crude?

Leggi il resto dell’ articolo »

Mi Dedicheranno mai Qualcosa?

Carissimi,
Arrivano quelli che noi chiamiamo “i morti” e i pensieri oltre che per i nostri defunti saranno certamente dedicati anche a quella che tra cento anni dovrà essere la nostra morte e allora in maniera mesta mi chiedo?

Mi daranno una grande sepoltura o mi seppelliranno al Panteon di Palermo come le persone importanti?

No, non potrà essere perché io mi farò cremare e spargeranno le mie ceneri al vento per evitare che la gente possa giocare con le mie ossa o mi possa appendere come nel cimitero dei cappuccini a deperirmi negli anni.

Mi faranno un mausoleo? E chi lo sa, potrebbe essere, dipende chi sarà il sindaco in quel momento. Certo parlare di morte porta fortuna, anche alla vigilia di Halloween e penso che il borgomastro attuale sarebbe contento se con la fascia tricolore tra cento anni potesse dedicarmi un mausoleo, ma il problema non sarebbe quello di giungerci tra cento anni, ma quello di trovare uno spazio non dedicato già a qualcuno.

Di contro vorrei parlare con il mio amico Michelangelo e chiedergli: “come si fa a scegliere quale strada ti debbono intitolare? Soprattutto come si fa a scegliere il tipo di strada e la grandezza?”

Mi dedicheranno cosa? Un viale, un largo, una piazza, un vicolo?

Vediamo come suona.

Leggi il resto dell’ articolo »

Capisco Che

Carissimi, capisco che da quando siamo tutti impregnati di una “visione” positiva, tutto è diventato bello, tutto è diventato possibile.

Capisco che abbiamo allargato i nostri orizzonti non limitandoci ad una sola cultura, ma addirittura a tutte le culture possibili e immaginabili, facendo in modo che la nostra ospitalità diventasse accoglienza.

Capisco che abbiamo rinnegato gli steccati culturali, abbiamo preso le distanze da qualunque passato coloniale, abbiamo finanche messo in discussione la presenza dei simboli della nostra religione nelle aule scolastiche per non turbare la sensibilità dell’ospite che nel frattempo, superati i tre giorni, non aveva iniziato a puzzare, poiché eravamo passati all’accoglienza che significa:

 “manzili hu munzilik” , “mi casa es tu casa”.

si ma mancu è giustu che una vuota dintra canciastivu a sirratura?

Va behh, non sottilizziamo

Capisco che ci avete detto che eravamo razzisti, noi che ognuno che nei secoli è arrivato, gli abbiamo messo a disposizione tutto, finanche le donne e abbiamo creato un miscuglio di razze che oggi non si capisce più se è più turco il palermitano o è più palermitano il turco.

Va behh, non sottilizziamo

Capisco che vi abbiamo messo a disposizione una città e vi abbiamo detto: te cca costruisci quello che vuoi basta che quando te ne andrai non chiederai caparre e indennità di qualunque genere, ……. Leggi il resto dell’ articolo »

Perchè

Carissimi, quando ero piccolo anche io avevo l’amico del cuore e per me era un patrimonio, non vedevo l’ora di potere scendere per strada a giocare insieme a lui e a fare l’idiota insieme a lui, in giochi che oggi mi risultano alquanto ridicoli.

Non esistevano ancora donne, non esisteva neanche il pallone, esistevano appena le pistole giocattolo con le quali uno faceva il cowboy e l’altro l’indiano, spesso quest’ultimo era lui che aveva sempre i giocattoli del momento, mentre io mettevo la fantasia, ne avevo tanta fin da allora, sognavo come non mai e la vita mi bastava, anzi era la cosa più bella che mi fosse accaduta.

Non avevo motivo di fare amicizia con i compagni di scuola, perché io avevo il mondo e il mio amico con il quale giocavo per strada e imparavo già quanto fossero difficili quelli che chiamavamo i “grandi” che interferivano con noi soltanto per allontanarci da davanti una vetrina perché facevamo chiasso o tagliarci addirittura la palla con cui giocavamo (quella nuova del mio amico), perché io mettevo la fantasia e quella non la potevano tagliare, ma potevano ingenerare in me sentimenti di “disistima” e fu allora che imparai a conoscere ed occuparmi del mio prossimo, a studiare “i grandi” in attesa di crescere.

Leggi il resto dell’ articolo »

Cosa vi sta Capitando?

Carissimi,
Guardate che io vi tengo d’occhio mentre cammino con la mia motocicletta, mentre discutete tra di voi o solamente quando trovate un momento di attenzione tra più persone fisiche (sempre più raro) e lo vedo che c’è qualcosa che non mi “confinfera”.
Abbiamo parlato di “città dei like”, ma abbiamo parlato tantissimo dei social, ma questa volta vorrei parlare degli “Asocial”!
“L’Asocial” è chi di voi ha lasciato i canoni comuni per convertirsi anima e corpo all’iphone. Ha lasciato il mondo dei contatti reali per isolarsi fisicamente e gettarsi in un mondo virtuale affollato in tempo reale da “contatti”.
Sono lontano i tempi dei “pronto mamma” della mitica Franca Valeri, eppure all’epoca ridevamo nel pensare a questa persona “schiffarata” che si faceva compagnia con lunghissime telefonata alla mamma, adesso siamo noi in apparenza “indaffaratissimi” ad esser costantemente collegati al telefonino, in ogni istante reperibili e in qualunque nostra funzione.
“Indaffaratissimi”? Il pil di questa terra dovrebbe in apparenza toccare valori stratosferici a giudicare la vostra necessità di essere sempre connessi, dalle scale di casa, in auto, attraversando le strade, in ufficio alternando una sigaretta nella zona consentita ai fumatori (se ne esistono ancora) e una risposta ad una telefonata.
Quanti nuovi capitani d’azienda.
Leggi il resto dell’ articolo »

Ma come andò a finire?

Carissimi, mi vene spesso la voglia di chiedere: Ma comu iu a finì?

Ciò mi accade tutte le volte che avendo ragione il tuo interlocutore ti cambia le carte in tavola e con sfacciataggine ti ribalta la panella.

Ma come può essere?

Si può crescere così arroganti da esser convinti che il mondo sia stato costruito non a nostra immagine e somiglianza (quello è un privilegio del Creatore), ma a nostro uso e consumo.

Davanti a certe scene mi verrebbe da dire: “giovanotto, si metta in fila. Secondo lei noi che siamo qui in fila da qualche anno lo facciamo per il piacere di stare in piedi, perdere tempo e godere della compagnia?

Non è raro che un bravo o una brava ragazza ben vestita, sopraggiunga, scavalchi tutti e magari mangi solo tutte le mandorle che guarniscono da fuori la “colomba pasquale” come se ciò non l’avrebbero potuto fare pure gli altri se non si fossero posti il problema che se una colomba pasquale è diffusamente guarnita all’esterno da mandorle, un motivo ci dovrà essere? Forse perché tagliando più fette ne tocchi una porzione a ciascuno?

Eppure il leggendario “Totò Termini” esiste e continua a rincarnarsi da sempre nella mente dei furbacchioni senza che questi si preoccupino del sempre più paventato pericolo di prendere una “fracchiata di vastunate” da chi con loro ha già perso da tempo la pazienza.

Leggi il resto dell’ articolo »

Lavori “like”

Carissimi,
Sono sempre affascinato dalle discussioni che nascono quando il tema riguarda la trasformazione della propria città. Molto spesso si cade nella trappola di far diventare politica tutto quanto accade attorno a noi svilendo del significato la parola “politica” e mortificando di contro tutto ciò che è il percorso e l’autonomia della società civile. La politica è oggi altamente divisiva, il “sistema città” di contro è un ideale società che mette insieme risorse mentali di qualunque colore spinte alla ricerca di un minimo comune multiplo che caratterizzi un territorio, un modo di essere, una identità.

La continua ricerca di lavorare seguendo le mode appresso a chi può aumentare i nostri consensi finisce per snaturare tradizioni e contesti sociali che non devono necessariamente esser sacrificate ad una ricerca di ottusa modernità o soltanto ad un consenso nella lettura politica contingente del mondo.

Diciamolo, questo decennio che si andrà a chiudere a breve è stato l’inutile decennio dei “like”, quel distratto consenso che ha illuso tantissima gente che spara cazzate che ha costruito illusioni e gruppi di inascoltati disadattati autocompiaciuti, ma che rimane fondamentalmente lontano dalla realtà.

Come si fa a spostare un dibattito su temi di ragionevole discussione e poi affidarsi ai “like”?

Leggi il resto dell’ articolo »

I Nuovi Profughi

Carissimi, pensavo tra me e me: “e se fossimo noi i veri profughi?

Se fossimo profughi da un sogno, una realtà inesistente, olografica, proiettata nelle nostre menti attraverso tecniche di ipnosi o illusionismo o addirittura droghe?

Se stessimo vivendo una vita parallela fatta di immagini e notizie bombardate nel nostro cervello attraverso tutti questi mezzi moderni che attirano la nostra attenzione e ci impediscono di ragionare.

Se fossimo in mano a ciarlatani fotti-popolo che si ergono a santoni per indicarci la retta via, come pifferai magici, come custodi del paese dei balocchi, come organizzatori di viaggi nell’isola che non c’è?

Che ne sarà di noi che per qualche fortuito caso abbiamo spento la tv, non abbiamo bevuto quel liquore, abbiamo buttato la pillola della fantastica terapia prescrittaci, ma soprattutto abbiamo abbassato lo sguardo per non incrociare gli occhi dell’ipnotizzatore?

Noi gentaglia triste, non avvezza alle taverne ed ai circensis ma solo desiderosi di Panem e normalità siamo a tal punto divenuti scomodi?

Leggi il resto dell’ articolo »

La Gang dei Materassi

Carissimi,
Loro devono essere. Ormai ne ho le prove e dire che vorrebbero dare la colpa alla cittadinanza e a chi la pulisce.

Questa è una città che sta cambiando giorno dopo giorno, un luogo dove finalmente gli abitanti possono dare sfogo alla propria creatività, un agglomerato dove la parola “regole” è accettata soltanto se “utilizzata nel concetto di interpretazione artistica con iscrizione dei principi basilari che compongono le argomentazioni alternative”. Cioè? “Farisi i cazzi propri”.

Ci sono stati in passato artisti venuti da varie parti del mondo a reinterpretare lo spazio e i ruderi a volte ancora presenti dalle vicende belliche, fior fiore di urbanisti hanno reinterpretato la lettura di opere collettive o la nascita di nuove zone periferiche inventando modi di dire e acronimi che oggi hanno contribuito ad alimentare la fama e la visione di questa città dell’accoglienza che una volta fu solo dell’ospitalità.

Eppure tutto ciò passa in secondo piano rispetto alla genialità di un “popolo” che da solo “muta per rimanere sempre lo stesso”, dicevano i letterati e cioè il “cittadino palermitano”, colui che è in continua sfida con una amministrazione che ogni giorno a causa del recupero del ritardo infrastrutturale vede cambiare la città in continuazione e ne deve interpretare i canoni di fruizione.

A Palermo, non si vendono più piantine della città, diciamolo francamente, perché non sai se giorno dopo giorno questa continui a rimanere aggiornata, un giorno una strada è aperta e il giorno dopo trovi un muro anche se alzato momentaneamente per consentire cantieri di lavoro. Percorri la strada in un senso e il giorno dopo te la ritrovi in doppio senso o in senso inverso, i vigili urbani si sono dichiarati “prigionieri politici” e usano la paletta per difendersi più che per segnalare. Leggi il resto dell’ articolo »