Carissimi.

Aspettavamo il sabato le estrazioni del lotto e controllavamo la bolletta su numeri giocati in base ad interpretazione della smorfia e controllavamo anche la colonna dell’enalotto, attendendo quel mitico “Napoli secondo estratto”.

Erano numeri, ma noi l’interpretavamo e gli davamo una motivazione, bastava un sogno e una cinquina per cambiarci la vita. Era il sabato, oggi quasi alla stessa ora, ma giornalmente aspettiamo altri numeri, quelli che Angelo Borrelli responsabile della protezione civile, ci legge davanti le telecamere. Prendiamo cognizione del numero dei contagi, dei guariti e dei decessi e poi giù tutti a fare le proprie considerazioni, non potendoceli giocare.

Ma sono numeri e come tali fanno statistiche ma non hanno un’anima, si possono confrontare, farli diventare frutto di operazioni, si possono ipotizzare tendenze, ma numeri rimangono perché sono falsati dalla mancanza di rigore nel confronto tra campioni uguali, l’unica cosa che mi sento di non contestare è il triste numero dei decessi, ma i contagi e i ricoveri sono frutti dei controlli e dei “tamponi” variabili.

Se dovessi utilizzare i numeri li utilizzerei per fare alcune considerazioni.

Vi ricordo che viviamo in una nazione dove il dibattito politico si basa ancora sui fantasmi scomparsi con la fine della guerra mondiale, più di 27.250 giorni orsono, manifesta insofferenza dopo appena 40 giorni da un decreto che ha dichiarato l’Italia una unica zona rossa, ma di che stiamo parlando? Non scoraggiatevi se vi dico che la peste a Palermo a cavallo tra il 1624 e 1625 durò appena 398 gg. Tranquilli, erano altri tempi.

Non utilizzerei numeri per compilare le pagelle dei soggetti oggi interessati della vicenda ma mi sentirei di adoperare i moderni giudizi qualitativi per dire che:

Ottimo di certo è il comportamento di medici e operatori sanitaria della P.A. spesso per sport nazionale vituperati e come sempre accade per chi combatte per lo stato nella ns nazione, mandati al fronte ad operare (e purtroppo morire) con le “pistole ad acqua”, con strumenti non sempre adeguati e non territorialmente omogenei;

Ottime e ammirevoli, come sempre, Le forze dell’ordine, impegnate a far rispettare le regole ad un popolo per natura abituato a toccare il pallone con la mano pur di fare goal, o a dover impegnare le loro risorse con chi con balordaggine si reputa furbo o simpatico (riuscendo malgrado ciò ad avere intellettuali estimatori bastian contrari) e fa ciò che tutti vorremmo fare e non facciamo;

Buono e non sufficiente, Noi per una volta, in quanto per la stragrande maggioranza dei casi stiamo facendo il nostro compitino rimanendo a casa e per molte situazioni lavorative, stringendo la cinghia, facendo ulteriori buchi nel cuoio, dando fondo a tutte le risorse e le riserve. Non possiamo dire ottimo perché nel nostro paese c’è sempre quella percentuale “parassita” che non esiste per il fisco, che evade e che soprattutto se ne frega delle regole, dei decreti e dei divieti e che in questo caso mina la salute della collettività.

Sufficiente lo stato, infine nelle sue strutture decisionali, mediocre nella qualità della componente politica che dopo i primi giorni di grossa paura e religioso silenzio, ha iniziato a starnazzare e litigare su tutto come sempre, dimostrando poca sensibilità e piena consapevolezza di un ruolo di guida estremamente importante dinnanzi ad un mondo prostrato davanti ad un nemico nuovo, incomprensibile e come detto più volte, anche subdolo. Aggiungerei inoltre scarsa nella sua componente politica europea.

Pertanto vogliamo giocare con i numeri e legarci a speranze o lasciarci prendere dallo sconforto ma solo come passatempo, l’unica cosa che comunque bisogna avere è soltanto la pazienza di aspettare che questo evento straordinario come tutte le cose in natura prima o poi si esaurirà. A noi, punto debole della catena, ma parte consistente ed essenziale, non resta che avere pazienza, ci viene chiesta una sola cosa, stare a casa e prepararsi ad una nuova vita con degli accorgimenti nei nostri costumi che bisognerà cambiare anche quando non parleremo più di covid 19, perché in un mondo che è cambiato potrebbe risultare frequente il confrontarsi con problemi legati alla globalizzazione sociale e sanitaria.

In conclusione, impariamo per farci forza a sapere non sottovalutare, ma anche ironizzare sulle cose “dure” della vita, ripartiremo a breve e a poco a poco e potremo giocare con i numeri e le statistiche e ci accorgeremo di quanto infinitesimale sarà stato questo periodo dinnanzi ai veri numeri come i 19.360 gg dalla scomparsa di Totò, i 18.270 gg dalla separazione dei Beatles ma soprattutto i 14.925 gg, 2.765 domeniche dall’ultima partita di Gianni Rivera, questi sono i veri numeri.

Un abbraccio Epruno