Carissimi,

Io ho un amico che tifa per la Juventus ed ha un gatto al quale, ad ogni vittoria della Juve, da un così detto “premietto” (cose da mangiare ovviamente). Comprenderete che dopo nove anni di scudetti di seguito, questo gatto sarà diventato obeso. Per fortuna ogni tanto fa dieta in occasione della Champions League.

Sapete bene che al giorno d’oggi un gatto che viene curato con “premietti” e tutta una serie di prodotti alimentari in boatta a lui dedicati da grandi chef, non avrà mai stimoli a sforzarsi per andare a cercare i topi da mangiare e pertanto anche quando il gatto ci sarà e risulterà sazio, i topi continueranno a ballare.

Pensavo a ciò riprendendo la moto, dopo tanto stare a casa, per avventurarmi per le strade delle mie due città. Adesso lungi da me dal voler parlare di politica, (come sempre rammento, diceva giustamente il mio presidente che io di politica non ne capisco nulla, avrei cambiato diversamente la sorte del mio piccolo condominio) sarei del tutto inadeguato e fuori luogo avendo per mentore e ispirazione soltanto le buche delle nostre strade e non serie e storiche appartenenze.

Mi sono convinto che dovremmo andare tutti in analisi, compreso il gatto obeso, poiché “non stiamo bene”. Cosa vedremo al risveglio della seduta terapeutica, un mondo nuovo?

Epruno che sa sognare e scrive da 20 anni ha atteso e commentato più di un quinquennio e sa benissimo con inquietudine che è questa “coda” quella più vicina alla realtà, dove “marzullisticamente” un giorno si avvia alla conclusione e un un altro si appresta ad iniziare. Sappiamo tutti che i “re”, i “veri re”, non vanno mai in guerra, se mai sono maestri della “fuga” ancor più di Bach, loro stanno sulla vetta di una collina e mandano gli eserciti a morire, per i loro scopi più assurdi, “utilizzando” chi ha guadagnato del suo e vuole difenderlo illudendosi che la guerra difenda la proprietà privata o perpetrando l’uso di coloro che sono buoni per tutte le stagioni e con la morale di un soldato di ventura e che periodicamente, al momento opportuno, ritornano a “galla” per far si che il “vero re” vinca sempre e resti tranquillamente nell’anonimato.

Quindi non ho aspettative da “nuovi soldati”, sono siciliano e vivo a Palermo e dietro a nuovi volti andrò a cercare il doppio cognome, il cognome della madre o della moglie, finanche il “catechismo” che hanno frequentato prima di giungere a dare la risposta alla domanda più importante che da queste parti ci si fa, “a cu appartieni” e sarà in questa appartenenza che tutti tireremo un sospiro di sollievo, potendo tornare come sempre a dividerci tra “guelfi e ghibellini locali”, tra chi lo vede bianco e chi lo vuole nero, tra chi si è pianamente convinto che la città sia cambiata (e fin qui potremmo essere tutti d’accordo) ma in “positivo” e chi indica il disastro, il dissesto del decoro e la perdita della qualità di vita, tra chi si trincera dietro slogan e “nemici del momento” e chi si sente stanco “seduto in poltrona”.

Non ho verità e non capisco di opportunità politiche (diversamente sarei già stato cooptato) ma do il beneficio del dubbio a tutti. Questa città da sempre divisa (sulla carta, così come l’intera nazione mai pacificata) non in grado di fare sistema, presenta enclave o piccoli isole dove certamente ciò di fantastico che viene narrato e frutto di una “visione” esiste veramente, ma purtroppo non posso non pensare che gli itinerari, le zone pedonali, le ZTL ne siano divenute simboli e che il Grande Teatro ne sia una sorta di Porta di Brandeburgo per una città nella città, cinta da mura idealistiche, all’interno delle quali è tutto narrato come “bello e cambiato” e tutto deve avvenire ad alto volume per far “rosicare” chi non ha la cittadinanza o il lascia passare del cerchio magico e vive nel resto della città “aldilà del muro”, piena di inefficienze e di mancanze, di buche, di sporcizia, di strade dall’asfalto devastato, di cantieri perenni, di servizi disegnati dove il “gatto obeso” e tutti gli altri gatti non cercano più i topi, tranquilli come sono del reddito dei “premietti” che verranno loro dalle zone blu e dalle ZTL per raccogliere denaro con comodità.

Quel gatto non si sforzerà più di andare a cercare e fare discussioni con il vastaso cittadino che lascia la macchina in doppia e in tripla fila e che guida le moto senza mettere il casco (pur non essendo “falco”), non andrà a cercare chi non rispetta gli scivoli H o chi sporca la città, non andrà a cercare chi non è all’altezza o chi non fa il suo dovere o chi contribuisce al degrado e il tutto per non fare “questioni” (come si dice dalle nostre parti), con chi lo ha votato o chi lo potrebbe votare.

Se entrambi, gli abitanti della “parte est” o “parte ovest” hanno ragione, come sembra a parlare con loro, sono io che ho torto a pormi ancora questi problemi, ecco perché “non capisco nulla di politica”.

Un abbraccio, Epruno