Carissimi

Sono malato a causa di questo periodo trascorso nell’isolamento visivo e fisico, nel terrore della pandemia, mi sono presa quella che chiamano la “sindrome della capanna”.

Non sapevo neanche che esistesse, ma mi sento confortato dal fatto che esperti scienziati abbiano già codificato questa voglia di non ritornare in mezzo all’attuale prossimo elargendo a molti l’unica cosa il cui costo con l’euro non è raddoppiato, un solenne “vaffanc___”!

Ricordate una cosa, colui che da “uomo tranquillo” giunge a pronunziare un “vaffa” è sempre una persona che è arrivata alle risorse estreme è non ha nulla da perdere o come sempre accade si può permettere di pagarne le conseguenze.

Gli organizzatori della nostra vita in questo immenso casino hanno sottovalutato l’arma messaci a disposizione durante gli arresti domiciliari volontari, il tempo per pensare e chi ha conservato un briciolo di cervello, lo ha fatto!

Sappiamo tutti che lo strumento per lasciarci sudditi ai ns doveri è stato quello di tenerci sotto pressione, togliendoci il tempo per pensare, stressandoci con i ritmi e anche quando abbiamo tenuto i telefoni spenti le nostre caselle postali si sono riempite in modo abnorme di messaggi e adempimenti che scadevano “entro domani”.

Ho avuto due grandi fortune in questo periodo, mi si è azzerato il credito telefonico e non ho avuto modo di rimpinguarlo e inoltre un provvidenziale malware mi ha messo fuori uso i computer di casa.

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