Carissimi

Cosa c’è dietro l’angolo? Di certo da oggi avremo forse la testimonianza di Maurizio Costanzo a raccontarcelo (riposi in pace), mandato in avanscoperta, ma prima che lui possa dirmelo passerà tanto tempo mi auguro, spero, e fino a quel momento non potrò che restare legato all’osservazione di fatti terreni.

Mi viene in mente una delle domande che non avrei voluto portare nel mio “zukunft”, quella più importante: “cose c’è dentro la mente dell’essere umano? Di quale materia è fatto realmente l’essere umano?

Secondo i miei insegnamenti familiari cristiani, da parte di una madre religiosissima che ogni mattina presto andava a seguire la messa sotto casa prima di intraprendere la propria giornata di casalinga, l’uomo è fatto in origine di polvere e in più possiede un’anima a corredo del suo transito terrestre.

Mia madre aveva grande fede, la stessa trasmessami e che mi ha accompagnato fino all’età di diciotto anni, quando compresi che l’uomo era fatto di sì polvere ma anche di acqua, il tutto per fornire un grande impasto, insomma di “fango” e che l’anima una volta ricevuta, ancor prima di ritornare al creatore, sarebbe stata venduta per soldi e per le proprie ambizioni, alla prima occasione.

L’uomo era uomo, prima di tutto e successivamente era un padre di famiglia, un figlio, un prete, un uomo di giustizia, un delinquente e tante altre cose, ma rimaneva sempre prima uomo con i suoi difetti.

Mia madre mi ripeteva sempre che bisognava avere fede, prima di tutto e che ognuno avrebbe fatto i conti con la propria coscienza e che non toccava a noi giudicare.

Mia madre, morì senza poter avere la soddisfazione di avere un funerale nella sua chiesetta dove aveva trascorso in preghiera buona parte della sua vita, poiché erano cambiate le regole degli uomini e non essendo la nostra una parrocchia, non poteva essere sede di un funerale (cosa che di contro avvenne qualche giorno dopo, per un defunto di un gruppo di preghiera che si appoggiava alla stessa chiesetta).

Ciò mi insegnò che anche davanti alla morte non eravamo tutti uguali e allora compresi che non era questa la “chiesa che mi avevano insegnato” e da allora non misi più piede in nessuna chiesa, io e Dio, abbiamo continuato a frequentarci in segreto, ma fuori di quella “casa” che “in nome suo e a suo insaputa” qualcuno aveva profanato con regole legate solo al vile denaro terreno.

Cosa c’è quindi per me dietro l’angolo? Una strada piena di buche che nessuna amm.ne si degna di riparare. Uomini che si vendono al diavolo per pochi spiccioli, indossando la faccia degli sprovveduti. Uomini che si sporcano di continuo per peccati di omissione, gente falsa, spergiura che tira avanti ingannando il prossimo.

Cosa c’è dietro l’angolo? Ci sono sogni e ci saranno fin quando avremo la forza di tenere gli occhi aperti, perché i veri sogni si fanno consapevoli ad occhi aperti. Ci saranno giovani che prenderanno le distanze dai loro padri o meglio si allontaneranno dal mondo che i loro padri hanno costruito basato sul compromesso e andranno via, lontano, fin dove non si è perso ancora il valore dell’intelligenza, della capacità, del titolo di studio e i loro figli a poco, a poco avranno nomi sempre più strani e lontani dalla nostra tradizione, ma vivranno un mondo meno basato sulle quinte ipocrite barocche “dell’ospitalità e partecipazione meridionale”.

I giovani, avranno sempre meno “zii, cugini e compari”, vivranno un mondo apparentemente freddo nei rapporti umani, ma vivranno una qualità della vita irrealizzabile dalle nostre parti, in una società costruita sui bisogni non soltanto delle unità produttive, ma anche di vecchi e bambini.

Cosa c’è dietro l’angolo? Qualcosa che è molto lontana da venire da queste parti e “noi” abbiamo sempre meno tempo davanti.

Un abbraccio, Epruno.