Carissimi

Una cosa è certa, ormai nessuno fa più il suo mestiere, ognuno si arroga la “libertà” di sforare nelle competenze altrui, di contro molti vengono obbligati e destinati a compiti non sempre necessariamente riconducibili alle qualifiche acquisite. Sarà mica colpa dell’informatica e di internet? Sarà mica colpa dell’atavica carenza di classe dirigente competente?

Ad esempio esistono professioni nate per una chiara esigenze e finite per esercitare tutt’altri compiti. Mi viene spesso di pensare: “chi inventò le scartoffie? Chi invento i documenti e gli adempimenti?”.
E così distratti dal moltiplicarsi degli adempimenti digitali e per questo proliferati, si perdono di vista i regolari compiti sia essi intellettuali che pratici della propria professione.

È vero il lavoro cambia (quello che rimane) diventa più frenetico, si assommano le competenze e si scordano quelle basilari. Immaginate di percorrere nelle ore di punta le arterie della nostra città, più esse si allontanano dalla via Libertà o dal Teatro Massimo (ormai emblema di Palermo) ed ecco il presentarsi del fenomeno delle doppie file, se non triple file che sommate a tutto quanto oggi di straordinario è presente in città contribuiscono alla paralisi della circolazione.

Premesso che ancor prima della fase sanzionatoria le figure preposte a tale compito hanno sempre la funzione educativa nel dissuadere tali incivili comportamenti, chi dovrebbe sanzionare il fenomeno?
Voi giustamente mi direste: “è ovvio, il vigile urbano.”

Eppure, questo fenomeno di cattivo costume non è mai stato sconfitto. C’è chi dice che ci sono pochi vigili per strada agli incroci poiché questi sono nei bar, come da barzelletta populistica e offensiva della professionalità di tali lavoratori, (asserzione falsa, comprovata dalla circostanza che i bar come molti piccoli esercizi, distrutti dai mega centri commerciali, ormai si contano sulle dita delle mani).

C’è chi dice che i vigili urbani siano pochi ed effettivamente per il moltiplicarsi di competenze e di servizi che oggi rendono quasi di nicchia la competenza della presenza nelle strade per dirigere il traffico, mi sento di dare ragione a costoro ma mi sento di dare torto a quello “scienziato” che fa le piante organiche delle pubbliche amministrazioni e distribuisce i compiti “ad minchiam di eoliana memoria”.

Qualcuno dice, è più comodo prendere multe nelle zone con le strisce blu e fare produzione che sottoporsi al rischio delle multe in zone popolari ma anche su questo avrei le mie remore.
C’è chi dice che esiste lo “street view” che sanziona e dovrebbe scoraggiare insieme alle telecamere, il malcostume, ma purtroppo credetemi sappiamo che queste sanzioni per chi è abituato alla “cappiddrazzu” lasciano il tempo che trovano.

Purtroppo mi sento di rimpiangere più che il vigile notificatore, Lui, il “puntuniere”, l’autorevole “punto nero” nel suo cappottone e con il casco bianco che sulla sua pedana al centro dell’incrocio dirigeva il traffico e per l’epifania raccoglieva la gratitudine della cittadinanza attorno la sua postazione. Mi sento di rimpiangere l’autorevolezza del vigile motociclista che una volta sceso dalla sua imponente Guzzi e messo il cavalletto, toglieva i guanti (alla Alberto Sordi) non facendo presagire nulla di buono.

Il palermitano più di tutti ha bisogno di sentirla la presenza delle autorità e non si accontenta di foto ricordo recapitategli insieme alle sanzioni. Ci vorrebbe un esercito di vigili urbani per strada ma questi (è vero) sono in buona parte impegnati in altrettanto importanti servizi che richiedono l’uso della polizia municipale, basterebbe far transitare questi compiti ad altri settori dell’amministrazione, liberando risorse umane propriamente assunte e formate per l’obiettivo.

Ma qualcuno questo ingrato compito lo dovrà fare, bisogna combattere le doppie file e allora visto che è umanamente impensabile che lo “scienziato” di turno che ha disegnato le piante organiche e i ruoli nella P.A. riveda i compiti (ci vorrebbe un’era geologica per giungere ad un nuovo equilibrio instabile) non resta che con le premesse di sopra, affidare ad altre professionalità oggi magari superate dalla globalizzazione e spesso disoccupate, il compito di surrogare le insufficienti pattuglie per strada.

Pertanto non giungerei a coinvolgere i posteggiatori abusivi per evidente conflitto di interesse, ma perché non affidare il compito ai salumieri, oggi distrutti dalla grande distribuzione e che con anni di presenza con le loro botteghe su strada, conoscono il territorio?

Abbiamo come sempre ironizzato per parlare di uno dei tanti problemi che necessitano di una soluzione, pertanto alla polizia municipale che gode di tutta la mia stima e solidarietà nel momento in cui si trova a fronteggiare tutte le lamentele in strada degli automobilisti e per scelte non certamente a loro attribuibili, va come a questa città, il mio migliore augurio.

Un abbraccio, Epruno.