Ci Vogliono Occhi Verdi

Carissimi,
Ci vogliono occhi verdi, come i miei, per guardare al passato e al futuro con la stessa serenità, malgrado l’alternarsi di successi e delusioni quotidiane.

Gli occhi verdi sono quelli dei gatti, riescono anche a vedere discretamente nel buio della notte, una volta abituatosi a questo e di buio in questo momento ce ne è tanto.

Ho avuto da sempre la convinzione che se non si amministra garantendo un minimo di dignità ad ognuno, non si riuscirà mai ad auspicarsi una crescita, ma la garanzia del minimo insieme alla libera competizione dei capaci si ottiene soltanto attraverso un governare “deideologizzato”.

Mi spinge questa riflessione l’aver sentito in tv di una mentalità “ambrosiana” che vede da qualche decennio l’alternarsi di sindaci capaci, di estrazioni e ideologie diverse, che tengono costante l’interesse per la collettività, ripartendo dal risultato del predecessore per portarlo avanti e consegnarlo al successore affinché possa fare la sua parte.

Generalmente da noi e non solo, il predecessore è solo la causa di tutto ciò che l’attuale non riesce a realizzare e in ciò io vedo incompetenza o malafede.

Sono stato anche io professionalmente impegnato nel governo di categorie professionali, ma da ancor prima sono un professionista che sa che la genesi di un’opera pubblica dall’idea programmatica alla consegna chiavi in mano, dura dagli otto ai dodici anni, non possiamo nascondercelo e allora a meno che, per evocare figure recenti, non si è Francisco Franco o Ceausescu, dittatori di lunga durata e ovvio che chi programma l’opera non potrà inaugurarla e allora perché raccontare bugie alla collettività intestandosi la paternità di un’opera?

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Dormite Tranquilli

Carissimi, siamo alla vigilia del grande concorso e quando a Palermo di questi tempi c’è un “vero” concorso ci si mobilita in tanti.
La mattina di lunedì, all’alba, quaranta persone sapranno di esser state dichiarate vincitrici di questo mega concorso e una città intera tirerà un sospiro di sollievo, gli altri componenti delle 18 liste circa, rimarranno delusi, magari non tutti se consideriamo coloro che come sempre accade sono stati candidati contro voglia e magari non avranno preso neanche il proprio voto.
Ci saranno tanti sognatori da svegliare, coloro che più mani stringevano e più le loro ambizioni salivano. Ci saranno conti da pagare, numeri di creditori nel telefonino a cui non rispondere, ci saranno strade da evitare per non incontrare il tipografo che ci cerca per recuperare il credito. Ci sarà gente che da questo momento dovrà mettersi a dieta fino alla prossima competizione elettorale, dopo aver presenziato a tutti i banchetti possibili, di qualunque schieramento.
Finalmente torneremo dentro i seggi per potere dire la nostra.
Potremo dividerci nel gradimento di ciò che ci è stato proposto da coloro che hanno cercato di propinarci al meglio la realtà, ma ci saremo guardati dalle magie degli illusionisti che hanno tentato di venderci un sogno?
Personalmente non credo a chi promette stravolgimenti e un mondo diverso attraverso le elezioni poiché questi cambiamenti radicali avvengono soltanto attraverso le rivoluzioni e con bagni di sangue, così ci ha insegnato la storia.
Pertanto, scordatevi l’idea che chi giunga nella “stanza dei bottoni” abbia l’ambizione di cambiare le regole (contro il proprio interesse) per far stare meglio tutti. L’ultima volta a mia memoria che le intelligenze e le energie migliori si sedettero per fare qualcosa di positivo per la collettività avvenne all’epoca della scrittura della costituzione e ancora oggi ne stiamo a parlare, ma costoro non vennero fuori da un semplice scrutinio, ma guarda caso dopo una guerra civile a seguito di una guerra mondiale che stravolse le gerarchie sociali e ridistribuì le ricchezze e i privilegi.
Sarà un pessimo risveglio per la città?
Continueremo ad avere un sindaco che dopo averlo saputo fare, farà squadra e soprattutto come lui auspica stravincerà al primo turno?
Vincerà il suo clone giovane (fisicamente) che dopo averlo portato già al ballottaggio cinque anni fa allungherà l’attesa del verdetto di altre due settimane, oppure sarà qualche altro?
Avranno successo le scelte romantiche di una politica che non c’è più legata ai simboli e alle battaglie ambientali, o le sempre di moda “ex Jene” oggi spendibili in qualunque ruolo, dal calcio alla politica, oppure sarà qualche altro?
Certo il rischio che finendo la campagna elettorale, finisca la magia della favola e che superata la mezzanotte tutto tornerà ad esser come prima che la bacchetta magica facesse la sua magia è grosso.
Mi dispiace pensare a carrozze che torneranno ad essere zucche e a maggiordomi che torneranno topini. Ma soprattutto mi dispiace pensare al principe azzurro che si richiuderà nel suo palazzo a fare feste con gente del suo rango lasciando cenerentola al suo destino, quello di sposare qualcuno a servizio come lei.
Si sa, le favole sono un sogno ma poi ci si risveglia.
Ma tornando a quanto sopra, voi direte: “qualche altro chi?”
Ovviamente l’uomo in giallo, ma in quel caso come direbbero a Roma so “ca…” poiché ……
Ma questa volta sono io che non vi voglio rovinare il sonno.
Il momento elettorale ci permetterà di decidere soltanto tra gruppi che si candidano a gestire il potere, ecco perché questi periodi elettorali non mi entusiasmano e difficilmente mi vedono partecipe, poiché mi sembrano un dejà vu.
E i Gattopardi ce li siamo dimenticati?
Non preoccupatevi sono già dietro le porte dei nuovi futuri assessori (presi dalla società civile), pronti ad offrire i propri servigi, per mantenere i loro privilegi, garantendo la continuità e il vero governo burocratico delle cose, pertanto comunque avrete deciso di votare, dormite tranquilli.
Un abbraccio, Epruno.

(Pubblicato il 9/6/2017 su www.ilsicilia.it)