Nato da una stimolante proposta di Mario Caminita, nel voler riproporre in radio in voce, il personaggio di Epruno con i suoi testi che già da qualche anno si leggevano con un discreto successo sulla stampa locale e sul web, completamente scritto da Epruno, “La Voce di Epruno”, (in origine per le prime due stagioni “Time Magazine The Week – La Voce di Epruno”) è stato un originale format attraverso ritmi serrati, sviluppati in tre brevi parti, per una complessiva durata di circa 50 minuti.

1290037_10200579725711706_1520522960_nProgramma radiofonico andato in onda per 169 puntate, durante sei stagioni, dalle ore 11.00 alle ore 12.00 del Sabato mattina.

Il programma si poneva come mission, l’ironia e la capacità di affrontare temi anche seri e di una certa consistenza, attraverso un approccio goliardico dei due conduttori, il professionista della radio Caminita ed il neofita Epruno. Per far ciò ci si è adoperata la così detta “filosofia eprunista” che ha fatto si che gli ospiti, generalmente seri professionisti o politici, per puro spirito di amicizia con l’autore, decidendo di accettare il gioco divertendosi a parlare della cronaca e/o del loro ruolo in società con l’autorevolezza e contemporaneamente la leggerezza di chi riesce a prendersi non troppo sul serio, si siano dedicati 5 minuti di sorriso e sano divertimento regalando agli ascoltatori la trattazione di temi spesso seri con gradevole e mai volgare ironia.

Il programma introdotto dall’editoriale settimanale che caratterizzava la puntata, scritto da Epruno e letto da Mario Caminita, si sviluppava attraverso momenti in studio o telefonici con ospiti e bizzarri collaboratori, il tutto intervallato da quattro brani musicali. A caratterizzare e cadenzare i vari momenti del programma, le jingles ricavate da brani d’epoca come quelli del cantautore Rodolfo De Angelis (1893-1965) esponente del teatro di varietà del ventennio, a testimonianza che i temi della satira da sempre vengono riproposti alla stessa maniera. Hanno costituito appuntamento fisso ed ossatura del programma, la presenza spesso anche solo evocata del personaggio “Libero Tormento” stereotipo del cerca roba appassionato delle offerte più paradossali,  la “radio del tempo” (radio time) che ripropone messaggi in codice attualizzati da “Radio Londra” (emittente che trasmetteva per le truppe alleate durante la 2° guerra mondiale), attraverso la voce di un improbabile Colonnello Mc Castrur ed i collegamenti con il gruppo d’ascolto sparsi nel territorio, come Giusina o Antonio entrambi da Milano, Salvino da ogni dove (spesso da Barcellona), Athos dalle periferie palermitane e del “Bar Giomba” dove oltre che per ordinare i caffè per gli ospiti, si trovava l’occasione per discutere dei “discorsi di caffè” della settimana. 

Di seguito sono riportati i rimandi alle pagine di collezione dei podcast, il libro degli ospiti contenenti i volti degli intervenuti e la pagina dedicata all’antologia di foto o filmati realizzati in studio con ospiti e artisti invitati.