Carissimi

Datemi un dollaro, scusate il lapsus, datemi un euro.

Ecco voi pensate, dopo esser diventati anche voi “cinture nere di serie televisive americane” che da questo momento posso assumere ufficialmente la vostra difesa.

Purtroppo no, siete e siamo indifendibili, l’euro mi serve per darlo all’eroico rider che mi ha portato la pizza a casa, sotto l’acqua e in una serata tanto fredda.

Ma voi mi direte: “perché questa ulteriore generosità visto che il servizio è già compreso del “compenso” per chi vi porta a casa i pasti d’asporto?

Vi rispondo, perché non ho due euro a portata di mano, diversamente ne darei due, perché il riders non è il solito ragazzino, ma è un po’ “spuntuliddru” non perché è cresciuto, ma perché è un padre di famiglia che di questi tempi ha perso il posto di lavoro.

Amici miei non siamo l’America, dove costantemente ci possiamo rimettere in discussione, non siamo il paese “del sogno”, “non siamo un paese serio” perché oltre a non aver mai unificato i campanili in questa nostra seppur giovane democrazia, abbiamo sempre interpretato male il concetto di collettività.

Ci siamo sempre divisi in due categorie, qualunque cosa affrontassimo, iniziando dalla divisione tra “furbi e fessi”, chi se la gode e chi porta avanti la nazione, i primi sono arroganti, presuntuosi, non pagano le tasse, si lamentano sempre per uno stato che non fa abbastanza per loro, i secondi  sono anonimi, modesti, pagano le tasse, seguono le regole e si chiedono cosa possono fare per lo stato.

Il guaio purtroppo è che la nostra organizzazione è stata creata così ad arte affinché il furbo continui giornalmente a giocare d’azzardo su questo tavolo e quasi sempre la fa franca.

Tutti noi siamo rimasti sbigottiti nel vedere la scampagnata fuori porta con bandiere e maschere a Capitol Hill dei sostenitori di Trump e ci siamo chiesti come sia potuto accadere (ne abbiamo parlato lo scorso appuntamento), se fosse accaduto in Italia saremmo rimasti indignati e ci saremmo anche noi chiesto come ciò sia potuto accadere, ma poi ci saremmo divisi in due schieramenti, anche in questi casi, avremmo messo in campo opinionisti etc., e alla fine prima che fosse stato stabilito la verità dei fatti, costoro sarebbero rimasti impuniti.

L’America ha mille difetti, ma sulle cose sacre, come lo stato dell’unione, non scherza e prese le foto ricordo dei balordi, chiunque essi fossero, ce li ha mostrati il giorno dopo con nuove foto con i capelli tagliati e le belle tute arancioni simbolo dell’ospitalità della nazione.

Saranno puritani, saranno ipocriti, saranno guerrafondai ma per tenere in piedi quel paese che altro non è che un continente crogiuolo di gente di qualunque testa e razza, hanno bisogno di far capire ai cittadini che si sta facendo sul serio, che c’è una guida, scelta magari con una complicata procedura elettorale, ma che fino a quando sarà in carica avrà il dovere di governare, ma che di contro sarà sottoposta al controllo dei cittadini.

In America si va in galera se non si pagano le tasse, chiedete ad Al Capone.

La falsa testimonianza in tribunale è una condanna gravissima, i reati deontologici e le radiazioni dagli albi professionali sono cose serie.

Certo è vero, sono un appassionato delle serie televisive giudiziarie, mi piace vedere sciorinare a chiunque gli emendamenti, come i primi dieci noti come “Carta dei diritti” ancora oggi nella forma in cui vennero adottati oltre due secoli fa, come il primo “Il Congresso non potrà emanare leggi per proibirne il libero culto“, il secondo “il diritto dei cittadini di possedere e portare armi non potrà essere violato“ o  il quinto “nessuno potrà essere obbligato, in qualsiasi causa penale, a deporre contro se stesso”. Che emozione in tutti i processi o audizioni sentire chi è chiamato a deporre trincerarsi ripetitivamente dietro la frase “mi avvalgo del quinto emendamento”.

Anche volendo sdrammatizzare quanti di noi conoscono gli articoli della costituzione, tranne quello che ci ripetiamo per farci coraggio “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, quanti di noi li conoscono tutti?

Dai saranno americanate, ma a me piacciono, certo ci sono cose che mi piacciono un po’ meno.

Non guiderei con la stessa tranquillità una macchina come faccio qui, poiché in città, guiderei sempre con la sindrome del TIR che mentre parlo con chi mi sta accanto, giunge a tutta velocità da sinistra investendomi, mentre fuori città avrei sempre l’incubo della macchina dello sceriffo che mi lampeggia facendo cenni di fermarmi e ancor prima di chiedermi i documenti mi direbbe, “metta le mani ben in vista signore” ……..

Benchè in America c’è la polizia federale (quella toca, FBI)  che ha la competenza in tutti gli stati per alcuni reati tra cui l’antiterrorismo e l’intelligence interna, la polizia territoriale di contro è rappresentata dai “i vigili urbani”, poiché la loro polizia dipende dal sindaco così come lo sceriffo, quindi il loro capo della polizia sarebbe il nostro comandante dei vigili urbani? …….“Tummagini”?

E poi dite che l’America non è il paese dei sogni, Un abbraccio, Epruno.

uno.