Archivio per la categoria: Leggendo Epruno (Incontri Eprunistici)

L’Ascensore

ascensore2Quel giorno l’ascensore salendo non si fermò al piano prescelto, ma continuò a salire, salire, salire ….

E’ così che mi piace ricordarlo.

E’ così in maniera indolore che mi piace pensare alla sua uscita di scena.

L’assenza è un dolore molto forte, ma spesso l’assenza è legata ad un cambiamento, ad una mutazione, ad una crescita.

Siamo abituati ad assistere al deperimento delle cose, ma ci consola il fatto che si possa passare da una situazione ad un’altra soltanto dormendo, nel sonno, serenamente, per risvegliarsi in un’altra condizione.

Era stato un continuo riempimento di nozioni, tanti libri letti, tante storie ascoltate. Leggi il resto dell’ articolo »

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E Ti Terrò la Mano

maniE ti terrò la mano,

perché non comprendi il significato e non vuoi rassegnarti a disegni che hanno voluto così;

E ti terrò la mano, perché tutto è accaduto così presto;

E ti terrò la mano, perché tra tanti progressi dell’umanità non potrò rassegnarmi all’idea che si ripara di tutto

ma non si può ancora porre rimedio ad una “cellula ribelle”;

E ti terrò la mano, perché non sopporto l’idea di vedere quella persona forte che ieri eri, oggi ……

E ti terrò la mano, anche quando penserò e sarò consapevole che non potrò più far nulla per te;

E ti terrò la mano quando cercherai invano di “guadagnare TEMPO”; Leggi il resto dell’ articolo »

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“Leggendo Epruno – 5°Ed. – Il Tempo”

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Buongiorno a tutti

13406763_10209478236542243_8272003981377933625_n(Di Gaetano Perricone) Buongiorno a tutti. Una serata da ricordare al delizioso Teatro Dititammu di Palermo con Epruno e “Le vite degli altri”.
E’ stata davvero una bellissima esperienza fare parte ieri sera a Palermo, nel suggestivo scenario del piccolo gioiello del Teatro Ditirammu nel cuore del centro storico, del gruppo dei lettori/attori di Epruno nella performance “Le vite degli altri”, portata in scena dal bravissimo Renzo Botindari in occasione del 15esimo anniversario della nascita di Epruno.
Tra intensa narrazione e spettacolo, profondità e grande ironia, attente riflessioni e coinvolgenti risate, serio e faceto, italiano e scatenato dialetto siciliano, “Le vite degli altri” -grazie alla originalità e ricercatezza dei testi, ma anche alla passione e alla partecipazione entusiasta dei lettori protagonisti – è stata una avvincente cavalcata sulla tortuosa strada della vita e tra i complessi meandri dell’animo umano, nella storia e nell’attualità, con Palermo, i suoi vizi, le sue virtù e le sue tradizioni sullo sfondo.
Io ho avuto la fortuna e la gioia di partecipare, con un divertente brano sul popolare calciatore degli fine degli anni settanta Vito Chimenti e sulla sua famosa “bicicletta” – il titolo era proprio “U sa fari a Chimenti ?” – grazie all’affettuoso invito di Renzo e della mia carissima amica Tiziana Caccamo, che ringrazio di cuore (insieme a tutti gli altri lettori/attori e al direttore artistico e caro amico Fabio Lannino) per l’imperdibile opportunità che mi hanno offerto, che considero anche un grande regalo personale in vista del mio …vicinissimo, significativo compleanno.
(Della serata anche: Renzo Botindari, Tiziana Caccamo, Mario Caminita, Antonella De Francesco, Nadia Spallitta, Carmelo Castronovo, Manfredi Agnello, il mitico Fabio Cocchiara, Maurizio Salustri, Vito e Elisa Parrinello).
(Di Gaetano Perricone – da https://www.facebook.com/GaetanoEtna?pnref=story)

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Le Vite degli Altri

imagesPerchè mi sono convinto a scrivere un performance di brani su questo tema? Certamente il discorso agli studenti di Steve Jobs ha acceso in me una lampadina, facendomi ripercorrere la mia storia personale, partendo dal momento in cui anche io sono stato studente fino al giorno d’oggi. Non nascondo di esser rimasto fregato dall’aver vissuto la vita altrui e ancora oggi, se ben siano presenti i primi segnali dell’anzianità, continuo spesso a cedere in questo imbroglio. Le nostre vite sono frutto dei nostri incontri e non sempre dietro la porta c’è San Francesco, tutt’altro, c’è uno vestito da San Francesco che non altro fine di giungere ai propri scopi utilizzando il prossimo e facendo sì che si rimanga coinvolti nelle ambizioni altrui finendo per convincerci che quella sia la nostra vita, mentre stiamo vivendo la vita di altri. Bisogna quindi essere affamati e senza scrupoli come lo fu Jobs per non vivere la vita altrui ma per far si che gli altri vivano la tua, una sorta di giungla. Leggi il resto dell’ articolo »

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