Archivio per la categoria: La Voce di Epruno (Epruno in Radio)

“Gli Occhi dove non Batte il Sole”

Carissimi, ci sono “genti” che pur di negare l’evidenza preferiscono tenere gli occhi “lì dove non batte il sole” e guardare e rifarsi continuamente al passato nella speranza che ritorni qualche mummia riesumata a permettergli di perpetrare il ben godi che fino ad oggi hanno portato avanti nell’entropia crescente generata con giochi di prestigio e inganni.

Questa “guerra civile idealistica” portata avanti da pochi nostalgici da 70 anni circa, diciamolo, ci ha un po’ stufati, dopo tale età anche una pietra finisce per diventare un bene sottoposto alla tutela storica della sovrintendenza, perché ciò non dovrebbe avvenire anche con gli ideali?

Perché nessuno si rifà oggi agli ideali garibaldini? Perché nessuno oggi si rifà agli ideali risorgimentali? Allo perché dovete continuare a mettermi paura per l’uomo nero mentre nella mia distrazione l’uomo “simil rosso” ne ha combinato di cotte e di crude?

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Capisco Che

Carissimi, capisco che da quando siamo tutti impregnati di una “visione” positiva, tutto è diventato bello, tutto è diventato possibile.

Capisco che abbiamo allargato i nostri orizzonti non limitandoci ad una sola cultura, ma addirittura a tutte le culture possibili e immaginabili, facendo in modo che la nostra ospitalità diventasse accoglienza.

Capisco che abbiamo rinnegato gli steccati culturali, abbiamo preso le distanze da qualunque passato coloniale, abbiamo finanche messo in discussione la presenza dei simboli della nostra religione nelle aule scolastiche per non turbare la sensibilità dell’ospite che nel frattempo, superati i tre giorni, non aveva iniziato a puzzare, poiché eravamo passati all’accoglienza che significa:

 “manzili hu munzilik” , “mi casa es tu casa”.

si ma mancu è giustu che una vuota dintra canciastivu a sirratura?

Va behh, non sottilizziamo

Capisco che ci avete detto che eravamo razzisti, noi che ognuno che nei secoli è arrivato, gli abbiamo messo a disposizione tutto, finanche le donne e abbiamo creato un miscuglio di razze che oggi non si capisce più se è più turco il palermitano o è più palermitano il turco.

Va behh, non sottilizziamo

Capisco che vi abbiamo messo a disposizione una città e vi abbiamo detto: te cca costruisci quello che vuoi basta che quando te ne andrai non chiederai caparre e indennità di qualunque genere, ……. Leggi il resto dell’ articolo »

Perchè

Carissimi, quando ero piccolo anche io avevo l’amico del cuore e per me era un patrimonio, non vedevo l’ora di potere scendere per strada a giocare insieme a lui e a fare l’idiota insieme a lui, in giochi che oggi mi risultano alquanto ridicoli.

Non esistevano ancora donne, non esisteva neanche il pallone, esistevano appena le pistole giocattolo con le quali uno faceva il cowboy e l’altro l’indiano, spesso quest’ultimo era lui che aveva sempre i giocattoli del momento, mentre io mettevo la fantasia, ne avevo tanta fin da allora, sognavo come non mai e la vita mi bastava, anzi era la cosa più bella che mi fosse accaduta.

Non avevo motivo di fare amicizia con i compagni di scuola, perché io avevo il mondo e il mio amico con il quale giocavo per strada e imparavo già quanto fossero difficili quelli che chiamavamo i “grandi” che interferivano con noi soltanto per allontanarci da davanti una vetrina perché facevamo chiasso o tagliarci addirittura la palla con cui giocavamo (quella nuova del mio amico), perché io mettevo la fantasia e quella non la potevano tagliare, ma potevano ingenerare in me sentimenti di “disistima” e fu allora che imparai a conoscere ed occuparmi del mio prossimo, a studiare “i grandi” in attesa di crescere.

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Ma come andò a finire?

Carissimi, mi vene spesso la voglia di chiedere: Ma comu iu a finì?

Ciò mi accade tutte le volte che avendo ragione il tuo interlocutore ti cambia le carte in tavola e con sfacciataggine ti ribalta la panella.

Ma come può essere?

Si può crescere così arroganti da esser convinti che il mondo sia stato costruito non a nostra immagine e somiglianza (quello è un privilegio del Creatore), ma a nostro uso e consumo.

Davanti a certe scene mi verrebbe da dire: “giovanotto, si metta in fila. Secondo lei noi che siamo qui in fila da qualche anno lo facciamo per il piacere di stare in piedi, perdere tempo e godere della compagnia?

Non è raro che un bravo o una brava ragazza ben vestita, sopraggiunga, scavalchi tutti e magari mangi solo tutte le mandorle che guarniscono da fuori la “colomba pasquale” come se ciò non l’avrebbero potuto fare pure gli altri se non si fossero posti il problema che se una colomba pasquale è diffusamente guarnita all’esterno da mandorle, un motivo ci dovrà essere? Forse perché tagliando più fette ne tocchi una porzione a ciascuno?

Eppure il leggendario “Totò Termini” esiste e continua a rincarnarsi da sempre nella mente dei furbacchioni senza che questi si preoccupino del sempre più paventato pericolo di prendere una “fracchiata di vastunate” da chi con loro ha già perso da tempo la pazienza.

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I Nuovi Profughi

Carissimi, pensavo tra me e me: “e se fossimo noi i veri profughi?

Se fossimo profughi da un sogno, una realtà inesistente, olografica, proiettata nelle nostre menti attraverso tecniche di ipnosi o illusionismo o addirittura droghe?

Se stessimo vivendo una vita parallela fatta di immagini e notizie bombardate nel nostro cervello attraverso tutti questi mezzi moderni che attirano la nostra attenzione e ci impediscono di ragionare.

Se fossimo in mano a ciarlatani fotti-popolo che si ergono a santoni per indicarci la retta via, come pifferai magici, come custodi del paese dei balocchi, come organizzatori di viaggi nell’isola che non c’è?

Che ne sarà di noi che per qualche fortuito caso abbiamo spento la tv, non abbiamo bevuto quel liquore, abbiamo buttato la pillola della fantastica terapia prescrittaci, ma soprattutto abbiamo abbassato lo sguardo per non incrociare gli occhi dell’ipnotizzatore?

Noi gentaglia triste, non avvezza alle taverne ed ai circensis ma solo desiderosi di Panem e normalità siamo a tal punto divenuti scomodi?

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L’Appuntamento

Carissimi, voi lo sapete che prendere un’impegno dalle nostre parti assume un carattere speciale.

L’impegno dalle nostre parti assomiglia a tutto tranne che ad un patto di sangue.

“L’agenda e calendar” il palermitano ci l’avi ppi figura tanto per darsi un tono perché il 99% delle volte o giungerà in ritardo, o dimenticherà il vostro nome o addiruttura non giungerà mai.

E che dire di coloro che invitati al capodanno organizzato a casa tua ti rispondono: “aspettiamo un paio di risposte per inviti pregressi ma se dovessero non farsi sentire nessuno e lui non ha volglia di andare in un locale, veniamo da voi!

Come ti senti dopo una risposta del genere? Li pensi invitati in un veglione su un battello a festeggiare nel golfo di Mondello l’arrivo della mezzanotte fintanto che non giunge un iceberg a colpire ed affondare la barca, mentre loro ballano inconsapevoli nella sala e l’orchestrina suona.

E tu mi chiederai: “ma come ci arriva un iceberg nel mare piatto di Mondello?

Non lo so e quello per questo è un sogno”.

Quanta gente ti mette in secondo piano o ti usa come seconda scelta? Distruggi i loro contatti, cancellali dalla tua vita, costoro sono povera gente inutile.

Un impegno è un impegno e una volta preso ne vale della parola di un gentiluomo.

Non c’è alcuna priorità che possa farlo saltare e nessun compenso, se non la tua impossibilità a presenziarlo per una tua malattia o addirittura la tua stessa morte.

Coloro che si comportano con te in questa maniera è fondamentalmente gente sola che finisce per subire lo stesso trattamento che adopera con te.

La gente che mangia soltanto i frutti canditi dal panettone è piccina, è furba e inconsistente.

La vita è piena di cavalier serventi e di signorine silvani, profumiere di turno che nell’attesa del principe azzurro si sono fatte scarrozzare a destra e a sinistra da gente delle quali non importava nulla e pronte a prenderne le distanze alla prima occasione.

Mollale, mollali, se non sono in grado di apprezzare la tua compagnia e la tua amicizia, costoro non meritano il tuo tempo.

Un impegno è un impegno, ne va della nostra serietà e della nostra credibilità.

Un impegno è soprattutto rispetto per il nostro prossimo, e non esistono “prossimi di serie A” e “prossimi di serie B”, ma è dalla nostra disponibilità e da come sapremo onorare i nostri impegni che la gente saprà apprezzarci e avrà il piacere di continuare a godere della nostra presenza.

L’Impegno

Carissimi, voi lo sapete che prendere un’impegno dalle nostre parti assume un carattere speciale.

L’impegno dalle nostre parti assomiglia a tutto tranne che ad un patto di sangue.

“L’agenda e calendar” il palermitano ci l’avi ppi figura tanto per darsi un tono perché il 99% delle volte o giungerà in ritardo, o dimenticherà il vostro nome o addiruttura non giungerà mai.

E che dire di coloro che invitati al capodanno organizzato a casa tua ti rispondono: “aspettiamo un paio di risposte per inviti pregressi ma se dovessero non farsi sentire nessuno e lui non ha volglia di andare in un locale, veniamo da voi!

Come ti senti dopo una risposta del genere? Li pensi invitati in un veglione su un battello a festeggiare nel golfo di Mondello l’arrivo della mezzanotte fintanto che non giunge un iceberg a colpire ed affondare la barca, mentre loro ballano inconsapevoli nella sala e l’orchestrina suona.

E tu mi chiederai: “ma come ci arriva un iceberg nel mare piatto di Mondello?

Non lo so e quello per questo è un sogno”.

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La Visione

Ho portato un mio caro Amico non vedente in un punto alto e panoramico, per far ciò abbiamo dovuto percorrere un breve sentiero nel quale sostenevo lui che a sua volta teneva a tracolla la sua fisarmonica perlata di rosso.

Ho voluto testare il suo sesto senso portandolo al limite di un ostacolo fin quando lui non mi ha stretto il polso e con un sorriso mi ha detto: “che fai?”

In quell’istante sembrava fosse lui a guidarmi, poi siamo giunti in vetta e ci siamo seduti su una panchina, davanti ad un panorama mozzafiato e lui imbracciata la fisarmonica ha iniziato a suonare senza incertezze con le sue dita nella tastiera ad alternare tasti bianchi e neri, eppure non aveva mai studiato musica, cieco dalla nascita, ma aveva stimolato il suo udito memorizzando i brani sentiti e memorizzando i suoni del suo strumento e siamo stati lì un bel po’ mentre io lo utilizzavo come un ju-box richiedendo i brani più diversi ed appuntandomi le note per provare successivamente a riprodurle in privato sulla mia tastiera.

Lui che con il suo tatto conosceva a memoria i tratti del mio viso e finanche le mie espressioni e dal tono della voce anche il mio umore, ad un tratto, smise di suonare, ripose la sua fisarmonica e mi chiese: “Che stai guardando? Descrivimi il panorama.”

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Ritorna Epruno in Radio

Il ritorno di Epruno in radio è stato ufficializzato da Lello Sanfilippo. La prossima stagione il palinsesto di Radio Time ospiterà la 7° stagione, a partire da Settembre, di “La Voce di Epruno”.

La novità sarà la nuova collocazione settimanale del Martedì alle ore 21.00, nella classica durata di 1 ora. Mario Caminita sarà in onda assistito da Epruno e il suo “originale mondo”, confermando una accoppiata collaudata.

Ma la vera e propria sorpresa sarà una anteprima costituita da 9 appuntamenti settimanali il martedì alle ore 21.00 dal 5 Giugno al 31 Luglio frutto di dirette e materiale di repertorio che rappresenteranno una sorta di avvicinamento all’evento dal titolo “Aspettando Epruno” ovvero “F.Q.N.S.” acronimo in atto segreto.

Oltre a Mario Caminita ci sarà Epruno, Tormento e tanti Amici di Epruno, oltre a novità che probabilmente faranno parte della prossima stagione ufficiale.

Cosa c’entra il Cane?

Carissimi, bentrovati.
Siamo giunti a settembre e molti di noi tornano al lavoro.
Qualcuno andrà in ferie adesso dopo aver fatto il “lavoro intelligente”, restando ad agosto negli uffici sguarniti, esercitando la nuova moda di telefonare dall’ufficio con puntuale sadica cattiveria ai colleghi che stanno in vacanza, facendogli venire un coccolone e inducendoti sensi di colpa, in una terra frenetica che non può fermare le sue attività lavorative, specialmente in una “Palermo da bere”.
I più coraggiosi come me, continuano a fare le “vacanze intelligenti” decidendo di lasciarsi in primis, il caldo afoso e lo stress alle spalle e di conseguenza la tecnologia, nell’intento di raggiungere mete abbondantemente più fresche, in quota e ritornare più rilassato al lavoro.
Questa e la mia visione delle ferie ma voi fate attenzione comunque alle scelte che prenderete e finiranno per coinvolgere non solo voi e la vostra famiglia, ma anche i vostri animali domestici.
Ho studiato il fenomeno con attenzione quest’anno frequentando, come spesso faccio, le località montane dell’Alto Adige essendo amante del Trekking.
Trekking caneAvete notato che quando dite, quest’anno andiamo in vacanza in montagna, il cane per sì e per no se ne va nell’altra stanza, mentre il gatto se ne frega abbondantemente sapendo che andrà a non fare un ca… anche in montagna?
Vi siete mai chiesti perché in città i cani precedono e tirano i padroni e in montagna sono sempre i padroni a tirarsi e trascinare il fido animale? Quante volte avete visto cani non farcela più, in braccio ai propri padroni? Ma come, può essere che un cane sia stanco?
Il problema è chiaro, non è certamente la montagna, ma l’atteggiamento del villeggiante cittadino sedentario che si sposta per una settimana in montagna, convinto in quei giorni di dover fare un’olimpiade, spinto dall’emulazione del turista tedesco.
Ma il tedesco è tedesco e non conosce le mezze misure, dà il massimo in ogni occasione, giunge con la sua macchina nelle località turistiche, essendo nella peggiore delle ipotesi e accompagnato da un piccolo rimorchio con dentro le sue mountain bike, il giavellotto, il surf, un pallone, il deltaplano, gli ski, il tutto per fare attività estreme per una settimana di cui vantarsi davanti a una birra ubbriaco in discorsi che non ricorderà la mattina seguente.
Costui fin da giovane, scala 2.400 metri di quota del passo come se fosse un ciclista professionista, corre in salita come un maratoneta, nuota nella piccola piscina dell’albergo facendo 200 vasche e fa surf sul lago prima di ritenere soddisfacente e compiuta la sua vacanza. Noi molto più pragmatici minimizzavamo nella speranza di poter ritenere soddisfacente e compiuta la nostra vacanza (invece di tutta questa roba in un piccolo rimorchio) viaggiavamo con un solo preservativo nel portafoglio.
Oggi che l’Europa è unita, noi dopo non aver fatto alcuna attività fisica per un anno, vorremmo emulare l’amico teutonico e noleggiata la bike (già partiamo male), con questa ci avventuriamo per sentieri in salita, oppure facciamo l’escursione di cinque ore per raggiungere il famoso rifugio dove mangiare il migliore speck di tutte le vallate, in compagnia del fedele cane legato alla bicicletta che ci corre appresso o trascinato al guinzaglio con non poco affanno.
La sera, se il nostro cuore non è scoppiato durante il giorno, rientriamo in albergo per “spanzarci” a cena, vestiti da amanti della montagna con il nostro zaino, compiaciuti dell’impresa, mentre il nostro fido cagnolino procedere lentamente verso la stanza dell’albergo, con la lingua di fuori, periodicamente appoggiandosi alla parete per la stanchezza senza avere neanche la forza di abbaiare.
Ora io dico, se il padrone è un pazzo, cosa c’entra il cane? Abbiate un po’ più di considerazione per i vostri amici a quattro zampe. Un abbraccio Epruno.