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Nato per Errore in Mezzo alle Papere

Gli vedevo sbattere la mano su quella Bibbia posta su una importante scrivania con un antico piccolo crocifisso ligneo da tavolo posto su un piedistallo, ed un elegante sottomano con la sua preziosa penna stilografica in bella mostra, mentre gridava al suo collaboratore entrato nella stanza durante il nostro colloquio.

Più che il suo gesto d’ira era ciò che pronunciava il potente pio professionista mentre toccava quella Bibbia, quelle parole piene di livore riferite ad un impiegato reo di qualcosa o di un disatteso adempimento.

Gridava: “Io a questo per quanto è vero Dio lo rovino per tutta la vita!”

Quel nominare invano il nome dell’onnipotente per me che ero giovane credente, mentre maltrattava in segno di potere i simboli della fede, in una stanza con foto ben in mostra di incontri con i cardinali, o addirittura con il Papa, o nell’indossare il mantello durante una speciale funzione religiosa, mi colpi molto.

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Real Teatro Santa Cecilia, il reading: “Leggendo Epruno 10 – L’Amicizia”

Sarà il Real Teatro Santa Cecilia di Palermo ad ospitare oggi, a partire dalle ore 18.00, il reading letterario “Leggendo Epruno 10 – L’amicizia”.
Lo spettacolo giunto alla sua decima edizione si caratterizza come racconto corale a più voci, legate insieme da un unico narratore che fa da filo conduttore. Ogni anno gli scritti hanno trattato un tema diverso, quest’anno le letture saranno tutte basate sul tema dell’amicizia. Un’antologia di brani redatti dall’ideatore dell’evento Renzo Botindari che da oltre 20 anni ha raccolto e scritto pensieri sui temi più disparati. Personaggio principale delle storie è Epruno, un carattere ed un nome inventato per caso dopo un episodio capitato allo stesso Renzo.

“Epruno nasce circa 20 anni fa e diviene incontro settimanale di una comunità web dove ogni venerdì inviavo i miei scritti e le cose divertenti trovate online, poi il format negli anni passa anche attraverso la carta stampata e la radio per rimanere incontro annuale a teatro. Questi eventi riescono a mettere insieme gente di estrazione diversa, che si ritrova piacevolmente per ascoltare e riflettere sui temi che ci riguardano da vicino nella vita quotidiana”.
Lo spettacolo composto da undici quadri legati narrativamente pone allo spettatore delle domande sull’esistenza dello stesso concetto di amicizia che può variare a seconda dei contesti, delle situazioni di subordinazione, del sesso, della giustizia, del tradimento, della mancanza e della perdita.

“Epruno nasce circa 20 anni fa e diviene incontro settimanale di una comunità web dove ogni venerdì inviavo i miei scritti e le cose divertenti trovate online, poi il format negli anni passa anche attraverso la carta stampata e la radio per rimanere incontro annuale a teatro. Questi eventi riescono a mettere insieme gente di estrazione diversa, che si ritrova piacevolmente per ascoltare e riflettere sui temi che ci riguardano da vicino nella vita quotidiana”.
Lo spettacolo composto da undici quadri legati narrativamente pone allo spettatore delle domande sull’esistenza dello stesso concetto di amicizia che può variare a seconda dei contesti, delle situazioni di subordinazione, del sesso, della giustizia, del tradimento, della mancanza e della perdita.

Alessandra Costanza

(https://emmereports.it/2020/10/25/real-teatro-santa-cecilia-il-reading-leggendo-epruno-10-lamicizia/)

Cosa è “Leggendo Epruno” (L.E.)?

Il giorno dopo a 24 ore di distanza, ritrovate le prime forze dopo una lunga preparazione provo a dire cosa penso.

Leggendo Epruno è pur sempre un “prezioso messaggio” che come ogni cassetta di “Mission Impossible”, se si accetta la “missione”, si autodistrugge dopo 5 secondi dall’averla ascoltata.

E’ un “buon ristorante a conduzione familiare” dove si mangia bene e si paga poco, dove io il primo, da gestore mangio ed invito non solo le persone vicine, le persone che conosco, ma anche quelle che reputo possano apprezzare quello che prepariamo.

L.E. rappresenta una sorpresa per chi si lascia convincere ed spesso ancora qualcosa da spiegare (anche a chi lo fa da anni) che ne percepisce “la magia” e non rinuncerebbe mai ad esserne parte.

L.E. è qualche cosa che ha aperto una “finestra temporale”, “una breccia” nella sensibilità di qualcuno e prima che questa si chiudesse ha depositato un seme, un punto di vista, una provocazione, prima che costoro scappassero via o ne prendessero le distanze per tutto ciò che sta nella natura umana dei rapporti.

L.E. è un oggetto di bella fattura, poggiato su un tavolino all’aperto del quale tu ti aspetti che la gente si accorga naturalmente e per il quale non vorresti richiamare l’attenzione, ma ricadi sempre per troppo amore a volerlo reclamizzare, quando tu vorresti dire: “prendilo, te lo consiglio è fatto bene e merita di finire in buone mani” ma più di ciò non puoi dire perchè non sei un venditore e non c’è nulla da vendere.

L.E. e come l’uso di un satellite televisivo del quale ne hai la disponibilità per un paio d’ore l’anno a giudicare da quanto costa e allora quando ti arriva il segnale, dovrai dare il meglio di te stesso.

Ecco L.E. è qualcosa fatto apposta per durare sul momento, una magica atmosfera creata con professionalità disponibili e amore, tanto amore, poi quando arriva la musica di Vasco, ci sia stato prima anche il mitico Beethoven è finito, è finito tutto.

Qualcuno imbucatosi si ritroverà rilasciato in un posto diverso da quello dal quale è salito e probabilmente senza aver preso consapevolezza di niente e soprattutto senza aver lasciato nulla ai suoi compagni di viaggio.

L.E. è una lente che ti permette di vedere con una luce differente, un dettaglio maggiore, chi hai accanto, di valutarlo meglio, è un bugiardo “serio cazzeggio”, poichè quel poco distribuito che ha riempito gli altri ha svuotato te poichè “nulla si crea e nulla si distrugge“, ma ne è valsa la pena e quando dimenticherete alla fine il vostro biglietto sul tavolo, ne sarà la riprova, ma tranquilli ……

li ho raccolti tutti io perchè è energia pura che se in questa occasione non è riuscita a toccarti (magari perchè i messaggi del tuo telefonino per te erano più importanti di quelli che si alternavano in scena), saranno utili e potranno toccare altri se è necessario e se sarà possibile, poichè nessuno è indispensabile nei progetti altrui.

Ho sopravvalutato qualcuno, ho sottovalutato altri, forse, ma tutti sono stati strutturali al raggiungimento del risultato finale del quale ne ha giovato chiunque.

Siamo tutti utili se lo vogliamo e ricordiamolo, solo se lo vogliamo.

Leggendo Epruno non è uno spettacolo e i partecipanti non sono un pubblico e non è neanche una elezione per cui in entrambe i casi non mi importa nulla di una captatio benevolenza, non ho paura di perdere elettori dicendo ciò che penso, è un racconto non necessario attorno ad un focolare, ecco perchè ho azzardato a parlare di Amicizia ma dal mio punto di osservazione particolare, vi ho visti attenti e ho notato che almeno un brano differente aveva toccato la vostra partecipazione attenta.

Pertanto tranquilli, lo dico a chi prova invidia della magia che riusciamo a creare, tranquilli lo dico a chi prova fastidio nel vederci divertire ed avere seguito, dove loro lavorano, anzi quando costoro vorranno venire a divertirsi con noi saranno bene accetti, tranquilli noi duriamo il tempo di “quattro parole” e poi l’indomani torniamo ai ns lavori che ci danno da vivere.

E’ stato bellissimo stare insieme.

Ora penso sia chiaro perchè il messaggio si “autodistruggera tra 5 secondi”.

Grazie a chi ha accettato di farlo.

Grazie a chi ha permesso di farlo.

Grazie a chi ha voluto partecipare,

Grazie a chi ha accettato di partecipare.

Grazie a chi non ha trovato modo di partecipare perchè ancora non ha valutato una priorità il partecipare.

Ma soprattutto grazie a chi non ha partecipato perchè mi ha arricchito ulteriormente sul concetto di aspettative che ho sul mio prossimo.

Alla prossima, qualunque essa sia, qualunque situazione preveda la mia presenza.

Un abbraccio, Epruno

La Creazione dell’Uomo

E un giorno il “Padre Eterno” si mise al lavoro dando vita a tutto quanto ci circonda.
Inizio ad impastare e a compiacersi e si dice lavorò per sette giorni.
Tutto andò come previsto tranne un piccolo incidente avvenuto durante la creazione dell’essere umano e del quale non si trova traccia scritta nelle Sacre Scritture.
Accadde che il Creatore si fermo con un dubbio: “adesso di che colore lo faccio”?
Poi disse tra se e se: “è così bello che voglio farlo di tutti colori dello spettro”.
E cosi fece e ne distribuì la sua presenza nell’universo, tra cui la terrà, adattandolo alle caratteristiche dell’ambientale naturale.
Ma mentre stava per finire di dipingere accadde l’imponderato, urtò il tavolo di lavoro su cui poggiavano tutti i colori e questi precipitarono sul pavimento creando un nuovo colore, il bianco, quale combinazione di tutti i colori.
Con un certo disappunto riprese a dipingere gli uomini rimanenti con questo ultimo colore, poi si fermò e confrontò questo uomo con gli altri bellissimi colorati e disse: “Non so se sei un errore o una fortuita casualità, ma è certo che da oggi tu avrai una responsabilità in più, ricordare che vi ho creati tutti belli e tutti uguali, poichè dentro di te …….. c’è una parte di tutti loro.”

(Scritto e Letto nel 5° Episodio di Status Donne – Su CTS – Format di Paola Carella)