“Abbiamo Scherzato, la Pandemia non c’è Mai Stata”

Carissimi, non ci crederete ma i “negazionisti” esistono anche in questo delicato campo e in questo tragico momento. Mi rivedo in tempi in cui c’era chi non combatteva la mafia e per risolvere il problema diceva che la mafia non esisteva, bastava negarne per dire: “ma di che stiamo a parlare?”. Mi auguro che quanto prima ci lasceremo alle spalle epoche di “grandi maghi” andati a scuola dai grandi comunicatori delle sanguinose dittature del secolo scorso che organizzavano grandi parate con dieci carrarmati o prestigiosi cortei davanti a delle quinte di palazzi o di immobili semi diruti e mai riparati.

Io all’epoca non c’ero ma vi assicuro che ho visto cose nella mia vita che sarebbe divertente raccontare, ma per parlare di storia bisogna attendere e fare passare gli anni e con essi uomini e loro memoria.

Alla fine sembra proprio che abbia vinto l’economia e il personale interesse egoistico davanti alla salute collettiva, mi rendo conto che la prossima pandemia 2.0 dovrà esser migliorata nei suoi obiettivi per avere una seria attenzione, poiché non bastano i morti a farci paura, basta che qualcuno da un giorno all’atro non ce ne fornisca più o ce li dia falsati per dire, non c’è più pericolo, ma una nuova futura pandemia che si rispetti (perché mettetevi il cuore in pace, questa non sarà l’ultima, ma la prima), per trovarci preparati dovrà colpire soltanto come adesso, i vecchi soprattutto se pensionati e i pubblici dipendenti che potranno stare a casa confinati per il tempo necessario, avendo uno stipendio garantito dallo “stato”, gli altri saranno costretti ad uscire per campare.

Leggi il resto dell’ articolo »

“Chi le ha detto che non avevamo paura?”

In questi momenti assurdi che stiamo vivendo, non vi nascondo che malgrado mille accortezze nel migliorare il nostro modo di vivere in remoto, in casa (chi come me è stato costretto a farlo), le notti sono più brevi e accompagnate da un sonno agitato.

Mentre dormivo sentivo riecheggiare nelle mie orecchie queste parole: “bisogna saper convivere con la nostra paura”(cit.) e fu così che ho aperto gli occhi e mi sono reso conto che illuminato dal chiaro di luna che attraversava le scalette della persiana della mia finestra, nella poltrona posta lateralmente ai piedi del mio letto, stava seduto un uomo con la barba e un profilo autorevole che vedendo i miei occhi aperti, continuò a parlare dicendomi: “chi le ha detto che non avevamo paura? Chi le ha detto che non avevo paura? Solamente “bisogna saper convivere con la nostra paura”. Solo l’incosciente o un pazzo non prova paura e io non mi ritenevo tale. Quando ami il tuo lavoro, il mio lavoro e lo fai con onestà, credendoci, superi il confine delle debolezze degli uomini comuni imparando a dominarle. Quando si superano certi limiti, non puoi non avere paura ma è proprio allora che fai un patto con la tua mente e ti accordi con il pensiero che prima o poi può succedere e allora rinvii tutto all’istante in cui questo dovrà succedere. Mi creda inconsciamente lo aspetti e non nascondo che quando ritarda ti fai anche dei pensieri strani che ti portano a riflettere se la tua azione è stata veramente incisiva. Dura poco perché ti guardi intorno e percepisci la tua reale solitudine, il non potersi fidare di nessuno in questo mondo pieno di talpe e di spioni. Vedi gente che è nella tua squadra, ma non gioca nella tua squadra ed è qui che devi fare il salto di qualità nel pensiero e uno volta superata la grande delusione e lo sdegno ti devi chiedere: a che gioco stai giocando; quale è la partita; quali sono le squadre e soprattutto chi è l’arbitro. Poi quando diventi più bravo ti chiederai se parallelamente si stanno giocando altre partite a tua insaputa. Leggi il resto dell’ articolo »

Il vaccino contro la “cretinaggine”

Carissimi

Guardo dalla finestra a notte avanzata la strada e mi godo il silenzio straordinario di questo periodo e il mio sguardo va a caccia di nuovi rumori. Il primo che mi si pone davanti e quello dei corpi illuminanti notoriamente silenziosi, specialmente quelli di questa generazione e più guardo e più rifletto sul fatto che ci vuole arte a posizionare i lampioni sopra gli alberi in modo tale che ai marciapiedi, a parte la stagione invernale dove gli alberi perdono le foglie, non giunge alcuna luce. Ci vuole arte a disegnare un puzzle di luci diverse, calde e fredde, a led e non e concentrarle sulle fronde degli alberi.

Guardo le montagne difronte e vedo i bagliori dei primi incendi alimentati da un forte vento di scirocco e penso a quanto sia demente e criminale il piromane che alimenta incendi. In natura tutto ha un suo equilibrio e inoltre in questo equilibrio era stato trovato uno spazio pure noi eppure abbiamo fatto di tutto per travalicare questo spazio e prenderci tutta la ribalta.

Ora non bisogna essere necessariamente attivisti ambientalisti ma basta solo un minimo di buon senso per riuscire a convivere in questo meraviglioso mondo insieme alla natura. Invidio tantissimo i montanari e le popolazioni a me care che vivono in alta quota in perfetto rispetto dell’albero per loro fonte vita, invidio quella pace e quel silenzio naturale non certamente indotto da disposizioni di confinamento dovute al covid 19 e sento un senso di ristoro al solo chiudere gli occhi e immaginare, mentre qui i canadair si alterno con intensa frequenza rammentandoti i film di guerra e i rumori dei bombardamenti.

Leggi il resto dell’ articolo »

“La Probabile Disillusione”

Carissimi

E’ una mia impressione che grazie a questo confinamento forzato dovuto all’emergenza Covid 19 ci siamo interiormente migliorati? Alcuni ci siamo riusciti recuperando, nei tempi morti di giornate forzatamente impegnate da “lavori agili” o “risistemazioni durante la chiusura di attività”, le belle cose che ci eravamo perse per strada.

Chi di voi non ha notato la riscoperta (mediamente) di almeno 2 ore al giorno, in genere dedicata ad incolonnamenti nel traffico per giungere e tornare dal posto di lavoro e cercare parcheggio?

Bene, provate a moltiplicare 2 ore per due mesi e scopriremo di aver vissuto in questa “fase 1” circa 120 ore riguadagnate, come se avessimo acquisito 5 giorni di vita in più che oggi magari non apprezziamo, ma immaginate se il vostro ultimo giorno di presenza in questo mondo, scopriste che per un fatale errore vi è stato attribuito un bonus straordinario che la sorte vi regala da spendere per riprendere, completare o far nascere in extremis nuove passioni.

Personalmente le mie giornate mi sono sembrate più lunghe e ho ripreso a sistemare e completare tutto quanto lasciato sul tavolo nell’attesa del “poi lo faccio!

Leggi il resto dell’ articolo »

“La Festa del Lavoro di Tutti”

Carissimi,

Quest’anno diversamente da quanto programmato non si accenderà il braciere olimpico delle XXXII Olimpiadi di Tokyo e ciò non accadeva dai VI Giochi Olimpici di Berlino nel 1916 non disputati per motivi bellici, ma ciò che è peggio per noi, non si accenderanno i ben più importanti e mitici bracieri delle “arrustute nei billini” e nelle campagne per la festività del “1° Maggio”. Non verranno massacrate intere mandrie e date al fuoco per festeggiare in contesti dove molto spesso il lavoro era un eufemismo o addirittura una opportunità per fare festa, basta che si mancia, ci si spancia.

I secondi a ringraziare saranno gli operatori dei pronto soccorsi che come detto la volta scorsa saranno impegnati in emergenze più importanti, i primi ovviamente saranno le bestie e il terzo se vogliamo “benedetto buco dell’ozono” che non si vede ad occhio nudo, ma si percepisce in giornate come queste, come farebbero gli abitanti di via Crispi in Palermo i giorni in cui le navi di “lapardei vestiti da grandi stilisti” vengo “abbiati” dalle navi da crociera non appena approdate in porto.

Il lavoro, non verrà celebrato in piazza, proibiti i concerti causa gli assembramenti, non verrà celebrato attorno ai bracieri e forse davanti ad una fettina d’arrosto ed una insalatina, chiusi una piccola cucina, qualcuno riscoprirà il vero valore di una ricorrenza come questa e qualche altro si picchierà con la moglie, questa volta avendo la peggio visto che prevarrà la rabbia orgogliosa di chi giornalmente, mediamente fa due lavori, uno in regola per il secolo e l’altro a vita per la famiglia.

“Il lavoro nobilita l’uomo” ma solo oggi abbiamo scoperto che sostanzialmente “il lavoro mobilità l’uomo”, in momenti in cui siamo stati confinati dal governo in casa per “arresti domiciliari”.

Leggi il resto dell’ articolo »

Buoni propositi in vista del dopo “Fase 2”

Carissimi

È un’atmosfera, come abbiamo più volte detto surreale, ma grazie al cielo l’uomo è una animale abitudinario e quindi non vi nascondo che stiamo iniziando anche noi ad abituarci ad un tipo di vita diversa, questo per me e sono certo anche per molte persone che come me hanno un atteggiamento razionale, penso possa essere una oggettiva speranza per dare il via ad un cambiamento, come più volte abbiamo detto, nelle nostre vite e di conseguenza nella nostra società.

La vera sfida sarà quella di capire cosa avremmo dovuto imparare da questa assurda esperienza. È cambiato qualcosa? Questa modernizzazione a tappe forzate avrà veramente cambiato un punto di vista fortemente strutturale all’interno della nostra società?

Ad oggi io vedo strutture mediche prostrate davanti ad uno straordinario carico di lavoro e sotto armata per una imprevista entità delle battaglie da affrontare.

Vedo inoltre una politica di coesione creata attraverso strutture gigantesche (addirittura con due sedi duplicate, nel caso dell’unione europea) che ha creato di certo fino ad ora uffici e poltrone (che ben vengano se utili) ma che non è riuscita ad esser coesa ed efficace nel momento in cui oltre a stabilire “norme e misure” avrebbe dovuto affrontare una politica unitaria dell’emergenza sociale e di mutualità negli interventi di aiuto.

“Una bella giunonica donna algida ma priva di alcun sentimento materno”.

Leggi il resto dell’ articolo »

“Sono Solo Numeri”

Carissimi.

Aspettavamo il sabato le estrazioni del lotto e controllavamo la bolletta su numeri giocati in base ad interpretazione della smorfia e controllavamo anche la colonna dell’enalotto, attendendo quel mitico “Napoli secondo estratto”.

Erano numeri, ma noi l’interpretavamo e gli davamo una motivazione, bastava un sogno e una cinquina per cambiarci la vita. Era il sabato, oggi quasi alla stessa ora, ma giornalmente aspettiamo altri numeri, quelli che Angelo Borrelli responsabile della protezione civile, ci legge davanti le telecamere. Prendiamo cognizione del numero dei contagi, dei guariti e dei decessi e poi giù tutti a fare le proprie considerazioni, non potendoceli giocare.

Ma sono numeri e come tali fanno statistiche ma non hanno un’anima, si possono confrontare, farli diventare frutto di operazioni, si possono ipotizzare tendenze, ma numeri rimangono perché sono falsati dalla mancanza di rigore nel confronto tra campioni uguali, l’unica cosa che mi sento di non contestare è il triste numero dei decessi, ma i contagi e i ricoveri sono frutti dei controlli e dei “tamponi” variabili.

Se dovessi utilizzare i numeri li utilizzerei per fare alcune considerazioni.

Vi ricordo che viviamo in una nazione dove il dibattito politico si basa ancora sui fantasmi scomparsi con la fine della guerra mondiale, più di 27.250 giorni orsono, manifesta insofferenza dopo appena 40 giorni da un decreto che ha dichiarato l’Italia una unica zona rossa, ma di che stiamo parlando? Non scoraggiatevi se vi dico che la peste a Palermo a cavallo tra il 1624 e 1625 durò appena 398 gg. Tranquilli, erano altri tempi.

Leggi il resto dell’ articolo »

“L’ingrato compito”

Carissimi.

Vi sarà capitato di aver delegato da parte degli amici l’ingrato compito di non portare buone notizie. A quel punto ci si fa coraggio, si mette su magari il vestito migliore e si affronta la realtà.

Non so quanti giorni siano passati da quando abbiamo reso come esigenza, prima nazionale, adesso planetaria, il relegarci agli “arresti domiciliari” per non farci beccare dal coronavirus.

Abbiamo perso il senso del tempo, ci siamo sforzati di organizzarci impegni che cadenzassero le giornate, tutte uguali ed abbiamo fatto diventare un evento finanche il portare il cane a “pisciare” e chi non possedeva un cane, ha litigato con la moglie o con il marito, per il privilegio di andare a fare la spesa al supermercato o addirittura in farmacia, fermandosi a sniffare quella costante aria di farmaco, quale momento di rara libertà.

C’è chi come me ha preso il tutto come un momento di grande interiorità e il solo non esser costretto a prendere un mezzo giornalmente per muoversi, è stato visto come un atto di riscatto verso una vita scombinate routinaria, riscoprendo nell’enorme tempo libero, lo studio delle proprie passioni, la musica, la scrittura, la lettura, la programmazione informatica, la fotografia dello stesso soggetto.

C’è chi ci ha maltrattato i “genitali” di tutti con il piagnisteo dovuto al divieto imposto al fare jogging. Io guardo in alto verso la mia bacheca con le coppe e le medaglie del periodo in cui faceva atletica e penso, ma da dove cazzo vengono fuori tutti questi maratoneti? Ricordo ancora a quando si correva di sera per le strade poco illuminate (non che oggi lo siano di più) e c’era sempre colui che ti passava accanto, con la macchina o un ciclomotore, per sfotterti e in alcuni casi anche per molestarti.

Oggi sembrerebbe di vivere in Florida a sentire certi racconti.

Eppure l’attuale costrizione mi ha aiutato a conoscere qualcosa di più del mio prossimo, osservando gli sfondi nel proliferare dei contributi video sul web, che sanno sempre più di appelli estremi di gente in mano all’anonima sequestri.

Ho scoperto le diverse librerie e i tipi di libri in esso contenuti, le librerie modello set cinematografico con i libri finti e mai sfogliati tutti messi dritti e in ordine, o quegli scaffali con libri e dispense gettate a casaccio dei tipo, “chi sa dove l’ho messo”.

Ho visto chi mette come sfondo il solo cuscino del divano, facendo risaltare il proprio faccione o chi come me malato di grandeur mette dietro di sé il panorama nella speranza positiva che tutto ciò prima o poi dovrà finire.

E si, tutto ciò dovrà finire, finiranno le chat collettive, come sono finite le cantate dei primi giorni ai balconi con i ragionieri Filini di zona che mettevano a tutto volume l’inno nazionale, finirà per la gioia di coloro che se non vanno al lavoro si sentono persi, di coloro che in casa prendono bastonate dalle mogli e si realizzano in ufficio comportandosi sadicamente con i sottoposti.

Finirà, finalmente, per coloro che potranno riprendere a tradire il coniuge con regolarità o potranno rifrequentare la Favorita per andare a prostitute, ma non sarà come prima, perché chi sa per quanto tempo dovremo portare le mascherine ed evitare gli assembramenti e le promiscuità, chi sa per quanto tempo dovremo portare i guanti e soprattutto lavarci le mani, lavarsi quelle manacce che avevano toccato di tutto e che poi finivano per stringerti la mano ……….. “e cu c’ha porta sta notizia a casa?”

Un abbraccio Epruno

Il coraggio viene dalla storia

Carissimi,

anche io appartengo alla generazione che non ha visto la guerra ma ha sentito parlare di cosa significasse sfollare da casa e trovare rifugio nei paesi della provincia, per sfuggire ai mortali bombardamenti sul capoluogo come quelli del maggio del 1943.

Ho conosciuto comunque le grandi mobilitazioni, come il terremoto del 1968, ero piccolo ma un evento come quello chi se lo scorda. Dovemmo scappare la notte e restare a dormire in auto fasciati nelle coperte di lana, in un gelido gennaio, lo stesso anno del “continuer combat” degli studenti in piazza, ma di quella rivoluzione ricordo poco o nulla, ma del terremoto del Belice e come se me lo ricordo, le scuole chiuse come adesso e noi bambini con la famiglia.

Che fai davanti un terremoto? Anche in quel caso si scappava da casa insieme, oggi davanti ad un battere, nemico infinitesimale, ci viene chiesto di rimanere in casa, almeno c psì viene propinato un suggerimento.

Eppure io ho già vissuto una pandemia, ai tempi del “vibrione”. Il colera giunse qui in Italia nel 1973 (dopo essersi diffuso in 59 paesi al mondo) dopo aver trovato genesi in Indonesia addirittura nel 1961 ed essersi girato il mondo, pensate, fino ad estinguersi nel 1975. La sua diffusione fu favorita dai moderni mezzi di trasporto dell’epoca e giunse a toccare tassi di mortalità del 50%. In Italia si diede colpa alle cozze crude che come scrisse un perito, da una concentrazione tollerata di 4 colibatteri per grammo di cozza giunse ad esser constata, nelle cozze napoletane, di circa 400.000 per grammo di cozza, immaginate dove venivano allevate le cozze, in quale parte della costa ……

Leggi il resto dell’ articolo »

Io guardo e rido, in questo momento

Carissimi.

Io guardo e rido, in questo momento, proprio quando tutti vorremmo piangere, perché l’ironia ti porta a vedere attraverso le cose per tirare fuori da loro significati e metodi espressivi nascosti dietro la cruda realtà.

Mi viene da ridere alla stessa stregua del pistolero che viene beffato da un soggetto al quale non avrebbe dato due lire.

Io credevo che il vecchio mondo, i grandi popoli stessi avrebbero condiviso la loro parte migliore per far nascere una Europa grande unica e coesa che desse il meglio di sé stessa e invece alle prime difficoltà serie, abbandonati codici e decimetri, son venute fuori le profonde differenze e gli egoismi.

Chi mi conosce sa che faccio prima sempre autocritica e quante volte mi sono bacchettato, ho bacchettato la mia terra sicula a partire dalla mia città e bacchettato la mia nazione, orgogliosamente italiano, perché avendo girato ed avendo goduto dell’amicizia di gente che stava oltre quella barriera alpina, mi ero innamorato del loro modo di stare insieme e considero quei luoghi sempre una mia seconda casa.

Leggi il resto dell’ articolo »